Problemi di digestione per 3 italiani su 4

Problemi di digestione per 3 italiani su 4

Problemi di digestione per 3 italiani su 4
È uno dei problemi di salute più diffusi, ma gli italiani continuano a usare i rimedi della nonna: acqua e limone, tisane, alcolici o perfino il digiuno.
In realtà, occorrono corrette abitudini alimentari e, quando necessario, ricorrere ai farmaci.
 

Tre italiani su 4 soffrono di problemi legati alla digestione almeno una volta l’anno. Oltre il 60 per cento di essi ha avuto problemi legati alla cattiva digestione da cibo o pesantezza; la metà ha sofferto di acidità di stomaco o ha provato una sensazione di bruciore. Uno su 4 ne soffre più volte a settimana o addirittura tutti i giorni. Chi ha disturbi gastrici cita un mix di motivi diversi legati principalmente allo stress personale (60%) e lavorativo (47%) o alla cattiva alimentazione (55%).Sono i dati che hanno dato il la all’iniziativa “Farmacia Sapere&Salute”, promossa con il contributo di Bayer in oltre 2.000 Farmacie su tutto il territorio nazionale per promuovere la conoscenza dei problemi digestivi. Per tutto il mese di giugno, recandosi in una delle Farmacie Sapere&Salute, sarà possibile trovare materiale informativo e farmacisti a disposizione per suggerimenti personalizzati e informazioni precise sul tema della cattiva digestione e del reflusso gastro-esofageo.
Infatti, nonostante la diffusione del fenomeno, la maggioranza degli italiani adotta rimedi “casalinghi” o banalizza il problema: sono pochi coloro che, pur avendo frequentemente dolori di stomaco o sensazione di bruciore al petto, prendono sul serio il problema e riconoscono di trovarsi in presenza di una condizione più seria di una semplice indigestione. Tra i rimedi più citati dal campione, il bicarbonato, acqua e limone, tisane o addirittura il digiuno. La camomilla è un rimedio tipicamente femminile (41%); gli uomini tendono ad aspettare che il disturbo passi ricorrendo, tutt’al più, a un bicchiere di grappa o di amaro (22%). Tutti rimedi che non solo non risolvono il problema perché troppo blandi ma che, addirittura, tendono ad acuirlo.“Lo stomaco è un infaticabile lavoratore che svolge un ruolo prezioso e complesso che è la digestione”, ha commentato Maurizio Vecchi, professore associato di gastroenterologia dell’Università di Milano e direttore dell’unità operativa di gastroenterologia ed endoscopia digestiva IRCCS Policlinico San Donato. “Quando lo sovraccarichiamo di lavoro con un’alimentazione eccessiva, la digestione consuma più risorse ed energie e il tempo di svuotamento gastrico si allunga traducendosi in una sensazione di particolare pienezza o gonfiore di stomaco”.
Per questo gli esperti consigliano di mangiare lentamente, masticare bene e non esagerare con le quantità o con preparazioni elaborate e, se necessario, ricorrere ai farmaci cosiddetti pro-cinetici, che facilitano lo svuotamento gastrico.Nei casi di reflusso, ossia di passaggio frequente e prolungato nel tempo di contenuto gastrico acido nell’esofago, si è invece in presenza di una condizione patologica causata da un cattivo funzionamento della piccola valvola muscolare che separa l’esofago dallo stomaco. “In questi casi – ha aggiunto Vecchi – è necessario il ricorso ai cosiddetti inibitori di pompa protonica, farmaci che bloccano la secrezione di acido da parte della cellula gastrica, detta appunto pompa protonica, riducendone quindi la quantità che refluisce nell’esofago”. Farmaci, che da poco sono disponibili in farmacia anche senza la prescrizione del medico.

10 Giugno 2011

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