Protesi Pip. Commissione Ue: “Ora più tracciabilità e regole uniformi” 

Protesi Pip. Commissione Ue: “Ora più tracciabilità e regole uniformi” 

Protesi Pip. Commissione Ue: “Ora più tracciabilità e regole uniformi” 
Il portavoce dell’Esecutivo europeo Frederic Vincent ha illustrato in una conferenza stampa le misure che l’Ue intende adottare dopo lo scandalo delle protesi al seno francesi Pip. E in ogni caso ha precisato: “Si tratta di un caso di frode isolato, il sistema dei dispositivi medici è sicuro”. 

La Commissione Ue ha intenzione di modificare la legislazione europea per evitare che si ripetano episodi come quello delle protesi mammarie francesi Pip, impiantate a decine di migliaia di donne, e risultate pericolose per la salute. Le direttrici su cui intende muoversi la Commissione sono state annunciate in una conferenza stampa del 5 gennaio dal portavoce dell’Esecutivo Ue, Frederic Vincent, che ha specificato come nei prossimi sei mesi “saranno presentate delle proposte di modifica della legislazione europea tese a rafforzare la tracciabilità dei dispositivi, lo scambio delle informazioni tra gli Stati membri e lo sviluppo di un sistema di valutazione comune”.
Durante la conferenza stampa, Vincent ha anche precisato come “già esiste una normativa europea sui dispositivi medici che risale al 2007 e come le protesi mammarie fossero già inserite nella categoria più sorvegliata”. In ogni caso il portavoce ha specificato come i controlli siano di stretta responsabilità di ogni stato aderente all’Ue. Allo scopo, l’Ue sta lavorando per il potenziamento del sistema di omologazione degli organi preposti al controllo della certificazione del prodotto. Ma  Vincent ha parlato anche del numero delle donne a cui sono state impiantate le protesi a rischio: “Una stima ufficiale ancora non c’è ma dai dati che abbiamo ora in possesso sembra che in Francia siano state impiantate a circa 30.000 donne, in Gran Bretagna siamo tra le 40mila e le 50 mila, ma crediamo che ne possano essere state impiantate decine di migliaia in paesi terzi”. In ogni caso il portavoce Ue nella conclusione della conferenza ha voluto evidenziare come si “sia di fronte a un caso di frode circoscritto e non esiste nessun problema sull’intera materia dei dispositivi medici”.
L.F.

10 Gennaio 2012

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