Suicidio medicalmente assistito. Arriva il primo via libera in Italia da parte di un Comitato Etico 

Suicidio medicalmente assistito. Arriva il primo via libera in Italia da parte di un Comitato Etico 

Suicidio medicalmente assistito. Arriva il primo via libera in Italia da parte di un Comitato Etico 
Il Comitato Etico della Regione Marche ha riscontrato che “Mario” rientra nelle condizioni stabilite dalla Consulta per l’accesso al suicidio assistito, per la prima volta in Italia. Restano da individuare ora le modalità di attuazione. Il codifensore, Filomena Gallo, commenta: “Molto grave la lunga attesa. Ora procediamo con indicazioni sull’autosomministrazione del farmaco”. Per Marco Cappato è necessario “porre fine allo scaricabarile”

“Mario” (nome di fantasia) è un paziente marchigiano tetraplegico immobilizzato da 10 anni che ha chiesto da oltre un anno all’azienda ospedaliera locale che fossero verificate le sue condizioni di salute per poter accedere legalmente in Italia ad un farmaco letale per porre fine alle sue sofferenze, in applicazione della sentenza di incostituzionalità della Corte Costituzionale n. 242/2019 che indica le condizioni di non punibilità dell’aiuto al suicidio assistito.
 
Dopo il diniego dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale Marche (Asur), una prima e una seconda decisione definitiva del Tribunale di Ancona, due diffide legali all’Asur Marche, “Mario” ha finalmente ottenuto il parere del Comitato etico dell’Azienda sanitaria unica regionale delle Marche. Il Comitato etico, a seguito di verifica delle sue condizioni tramite una gruppo di medici specialisti nominati dall’Asur, ha confermato che Mario possiede i requisiti per l’accesso legale al suicidio assisitito così come stabilito nella sentenza Cappato-Antoniani della Corte Costituzionale.
 
Mario dopo aver letto il parere ha commentato: “Mi sento più leggero, mi sono svuotato di tutta la tensione accumulata in questi anni”.
 
Filomena Gallo, codifensore di Mario: “Il comitato etico ha esaminato la relazione dei medici che nelle scorse settimane hanno attestato la presenza delle 4 condizioni stabilite dalla Corte Costituzionale nella sentenza Cappato-Dj Fabo, ovvero Mario è tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale; è affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che reputa intollerabili; è pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli; e che non è sua intenzione avvalersi di altri trattamenti sanitari per il dolore e la sedazione profonda. È molto grave che ci sia voluto tanto tempo, ma finalmente per la prima volta in Italia un Comitato etico ha confermato per una persona malata, l’esistenza delle condizioni per il suicidio assistito".
 
"Su indicazione di Mario – prosegue – procederemo ora alla risposta all’Azienda sanitaria unica regionale delle Marche e al comitato etico, per la parte che riguarda le modalità di attuazione della scelta di Mario, affinché la sentenza Costituzionale e la decisione del Tribunale di Ancona siano rispettate. Forniremo, in collaborazione con un esperto, il dettaglio delle modalità di autosomministrazione del farmaco idoneo per Mario, in base alle sue condizioni. La sentenza della Corte costituzionale pone in capo alla struttura pubblica del servizio sanitario nazionale il solo compito di verifica di tali modalità previo parere del comitato etico territorialmente competente”.
 
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha a tutti gli effetti legalizzato il suicidio assistito, nessun malato ha finora potuto beneficiarne. Mario sta comunque andando avanti grazie ai tribunali. Manca ora la definizione del processo di somministrazione del farmaco eutanasico.

23 Novembre 2021

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