Telemedicina. Corso per i medici di Malawi, Tanzania, Kenya e Mozambico con specialisti italiani

Telemedicina. Corso per i medici di Malawi, Tanzania, Kenya e Mozambico con specialisti italiani

Telemedicina. Corso per i medici di Malawi, Tanzania, Kenya e Mozambico con specialisti italiani
L'iniziativa è promossa dalla Global Health Telemedicine - Onlus in collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio e col patrocinio della Sit. Cardiologi, neurologi, infettivologi, internisti, epatologi, dermatologi, angiologi e radiologi italiani condivideranno le loro conoscenze ed esperienze con 50 colleghi dell’Africa sub-Sahariana.

Ha preso il via in questi giorni a Blantyre in Malawi (Africa) un corso multispecialistico per i medici del Malawi, della Tanzania, del Kenya e del Mozambico, organizzato da GHT (Global Health Telemedicine – Onlus), in collaborazione col Programma Dream della Comunità di Sant’Egidio ed il patrocinio della SIT, Società Italiana di Telemedicina e sanità elettronica che vi partecipa con i docenti Francesco Gabbrielli, vicesegretario generale e responsabile del TeleMedicine EuroProject Group (TMEPG) e Michelangelo Bartolo, componente gli organi collegiali della società e responsabile Telemedicina dell'A.O. San Giovanni-Addolorata di Roma.

Al corso, unico nel suo genere, partecipano diversi cardiologi, neurologi, infettivologi, internisti, epatologi, dermatologi, angiologi e radiologi italiani che porteranno le loro conoscenze ed esperienze a 50 colleghi dell’Africa sub-Sahariana, non solo direttamente, come Gabbrielli e Bartolo, ma anche a distanza tramite la telemedicina. All’inaugurazione del corso formativo hanno preso parte il sindaco di Blantyre e i dirigenti del Ministero della salute malawiano. Il corso di GHT e SIT tratterà anche comuni patologie croniche in aumento anche nell’Africa sub-Sahariana che spesso vengono ignorate, non diagnosticate e quindi non trattate. Cardiologia, neurologia, angiologia, chirurgia, epatologia, radiologia malattie infettive, con una particolare attenzione all’epidemia di Ebola, sono alcune specialità mediche trattate durante il corso.

L'ampia partecipazione ha confermato la validità del modello interattivo: lezioni con diapositive e filmati seguite da discussione con i partecipanti, non solo frontali, ma anche a distanza. Uno dei docenti, Giorgio Scaffidi, già direttore del pronto soccorso cardiologico dell’Ospedale San Giovanni-Addolorata di Roma, si trova infatti a 6.500 km di distanza, ma ciò è ininfluente ed anzi è la dimostrazione di quanto i concetti di vicino e lontano siano ormai superati dalle nuove modalità di comunicazione.

GHT ha installato, grazie anche al supporto di Cardio Online Europe, leader del telesoccorso cardiologico in Puglia (in dieci anni oltre 735.000 ecg refertati in telemedicina), otto centri di telemedicina in Malawi, Tanzania e Mozambico; da questi paesi giungono via web richieste di teleconsulto specialistico e di refertazione di elettrocardiogrammi.

Le risposte sono rapide e soprattutto simulano un centro diagnostico e terapeutico europeo. Dai centri di telemedicina vengono inviati una sintetica descrizione del paziente, della sua storia clinica e del suo esame obiettivo, l’elettrocardiogramma, i valori di pressione, frequenza cardiaca ed ossigenazione del sangue e, se necessario e possibile, delle sue analisi del sangue.

Lo specialista attivato, immagina un paziente reale innanzi a sé e fornisce le risposte richieste, tenendo presenti i limiti locali sulla disponibilità degli strumenti diagnostici (spesso del tutto assenti) e dei farmaci (spesso limitati).Dai centri di telemedicina in pochi mesi sono giunti oltre 1.200 teleconsulti, dando vita ad un network che ha portato le “nostre” quotidiane conoscenze ed abitudini terapeutiche così lontano.

Al termine del corso, saranno inaugurati altri due centri a Blantyre, finanziato dalla Onlus “Nico i frutti del chicco” ed a Balaka, in Malawi, dimostrando così che un nuovo modello di cooperazione è possibile, ad alto impatto e a basso costo. Il Programma Dream, telemedicina per l'Africa, della Comunità di Sant'Egidio, diffuso in dieci paesi africani, cura oltre 200.000 pazienti affetti da HIV/AIDS ed ha permesso a 26.000 bambini di nascere sani da madre HIV positiva.
 

22 Novembre 2014

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