Trento. Sequestro di farmaci anabolizzanti, 7 persone denunciate

Trento. Sequestro di farmaci anabolizzanti, 7 persone denunciate

Trento. Sequestro di farmaci anabolizzanti, 7 persone denunciate
Oltre 200 tra compresse, fiale e flaconi di farmaci dopanti di diverso tipo per un valore complessivo di circa 10 mila euro. Questo l’esito dell’indagine Farmaroboris condotta dai Carabinieri del Nas su alcuni praticanti di body building e kick boxing.

I Carabinieri del Nas di Trento, nel corso di perquisizioni, disposte dalla Procura della Repubblica di Trento, nell’ambito dell’indagine “Farmaroboris”, nei confronti di 22 soggetti tra spacciatori ed assuntori di sostanze anabolizzanti, hanno sequestrato oltre 200 tra compresse, fiale e flaconi di farmaci dopanti di diverso tipo (a base di pericolosi principi attivi anabolizzanti quali gonadotropina, ormone GH, stanozololo, nandrolone, testosterone, etc.), tutti privi dell’autorizzazione all’immissione in commercio, nonché documentazione ed apparati informatici utilizzati per l’attività illecita, per un valore complessivo di circa 10 mila euro.

L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di, è iniziata nello scorso ottobre, a margine dell’indagine “Minotauro” del Nas trentino, che nel maggio precedente aveva arrestato 14 persone (per associazione a delinquere finalizzata al traffico di farmaci dopanti) e sequestrato alcune migliaia di confezioni di sostanze anabolizzanti; nell’ambito di tale procedimento penale 5 imputati hanno già patteggiato la pena ad un anno e sei mesi di reclusione e multe fino a 4.400 euro.

Gli accertamenti, che inizialmente hanno interessato i frequentatori di palestre, si sono concentrati sui praticanti le discipline sportive del body building e kick boxing, ed hanno consentito di individuare 7 persone (3 delle quali originarie dell’est europeo) che avevano costituito un sodalizio criminoso (soprattutto nella provincia di Trento) dedito al commercio illecito di sostanze ad azione dopante. La maggior parte dei farmaci, di provenienza estera (Serbia, Bosnia, Spagna, Olanda ed India), veniva importata dagli indagati (sia direttamente che attraverso siti internet) i quali distribuivano personalmente i pericolosi medicinali ai propri clienti.

11 Febbraio 2013

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