Tubercolosi. Msf: “In aumento la malattia resistente ai farmaci”

Tubercolosi. Msf: “In aumento la malattia resistente ai farmaci”

Tubercolosi. Msf: “In aumento la malattia resistente ai farmaci”
Nuovi e allarmanti dati attestano che la portata globale della tubercolosi resistente ai farmaci è molto più vasta di quanto stimato in precedenza. Per questo, Medici senza frontiere richiede uno sforzo internazionale concertato per combattere questa forma letale della malattia.

Nel nord dell’Uzbekistan, in Asia centrale, il 65% dei pazienti curati da Medici senza frontiere nel 2011 sono risultati affetti da tubercolosi resistente ai farmaci (Tb-Mdr). Di questi, circa il 30-40% si era recato alle cliniche per la prima volta, un numero senza precedenti che sta a indicare che la resistenza ai farmaci non è dovuta solo a precedenti trattamenti per la Tubercolosi non corretti, ma si sta trasmettendo come tale. E in Sud Africa, dove l’incidenza di Tb è tra le più alte al mondo, si sta assistendo ad un aumento del 211% delle diagnosi mensili di Tb. Di questi pazienti, il 13,2% è risultato resistente alla rifampicina, uno dei farmaci di prima linea più efficaci per la cura della Tubercolosi.
A puntare i riflettori sulla malattia è l’organizzazione medico-umanitaria Medici senza frontiere (Msf) che in occasione della Giornata mondiale della Tubercolosi, il 24 marzo, esorta Governi, donatori internazionali e compagnie farmaceutiche a combattere la diffusione della tubercolosi resistente ai farmaci attraverso nuovi finanziamenti e sforzi per sviluppare metodi diagnostici e medicinali efficaci e a basso costo.
 
“La crisi globale legata alla tubercolosi resistente ai farmaci – rileva in una nota l’organizzazione – coincide con una grave mancanza nell’accesso alla diagnosi e al trattamento. Imetodi diagnostici e i farmaci esistenti sono obsoleti (molti sono stati sviluppati a metà del secolo scorso e hanno sgradevoli effetti collaterali) e molto cari e la mancanza di fondi adeguati agevola l’ulteriore diffusione della malattia”. Nel mondo, meno del 5% dei malati di Tb ha accesso a test di diagnosi di resistenza ai farmaci e si stima che solo il 10% dei malati di Tb Mdr abbiano accesso alle cure, molti meno nei contesti con pochi mezzi a disposizione, dove la prevalenza è maggiore.
 
In India la vendita di farmaci nel mercato nero e un settore sanitario privato non regolamentato alimentano lo sviluppo della resistenza ai farmaci: circa 99mila persone prendono la Tb Mdr ogni anno e di questi solo l’1% riceve cure adeguate.
In Myanmar, dei circa 9.300 nuovi casi l’anno, solo 300 finora hanno ricevuto trattamenti. La cancellazione di un intero ciclo di finanziamenti del Fondo Globale per l’HIV, Tubercolosi e Malaria minaccia gravemente il piano quinquennale del Myanmar di curare altre 10mila persone per la Tb Mdr, oltre ai piani di molti altri Paesi.
 
“Ovunque si guardi, i numeri della Tubercolosi resistente ai farmaci sono allarmanti e ciò ci suggerisce che le statistiche sul problema mostrano solo la punta dell’iceberg – ha dichiarato Unni Karunakara, Presidente di Msf – mentre il 95% dei malati di Tb Mdr nel mondo non ha accesso a una diagnosi adeguata, gli sforzi per aumentare la rilevazione dei casi sono messi a repentaglio da una diminuzione dei finanziamenti dei donatori, proprio ora che ce ne sarebbe più bisogno”.
Per Msf urgono regimi di trattamento più brevi e farmaci meno tossici, oltre a formulazioni pediatriche e un test “point of care”, ossia un'analisi medica svolta in prossimità del sito di cura ed assistenza del paziente.
“Abbiamo bisogno di nuovi farmaci, più ricerca, nuovi programmi e un rinnovato impegno da parte di donatori internazionali e Governi per combattere questa malattia mortale – ha concluso Unni Karunakara – solo così verranno diagnosticate e curate più persone. Il mondo non può più stare a guardare e ignorare la minaccia della tubercolosi resistente. Dobbiamo agire ora”.

21 Marzo 2012

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