ECM, il 70% dei crediti non ti mette al riparo. Ecco cosa prevede l’obbligo 

ECM, il 70% dei crediti non ti mette al riparo. Ecco cosa prevede l’obbligo 

ECM, il 70% dei crediti non ti mette al riparo. Ecco cosa prevede l’obbligo 

La soglia del 70% sarà sufficiente solo per mantenere attiva la copertura assicurativa dal 2026, ma l’obbligo Ecm resta pieno: per gli Ordini conta il completamento del 100% dei crediti del triennio. Il 30% mancante non è facoltativo e non esonera dal rischio di far scattare sanzioni disciplinari.

Con la chiusura del triennio formativo 2023-2025, la formazione Ecm è tornata al centro dell’attenzione dei professionisti sanitari. L’introduzione della soglia del 70% dei crediti ai fini assicurativi dal 2026 ha generato confusione e fraintendimenti. Molti, infatti, hanno pensato che raggiungere quella percentuale fosse sufficiente per essere in regola. In realtà, l’obbligo Ecm resta pieno e riguarda il 100% dei crediti previsti dal triennio (ovvero 150), mentre il 70% è solo un parametro introdotto solo ai fini di garantire la copertura assicurativa. Chiariamo i dubbi. 

Perché il 70% dei crediti Ecm non basta: cosa prevede la normativa e cosa rischiano i sanitari 

Il 70% dei crediti rappresenta un parametro minimo richiesto dalle compagnie assicurative per valutare la continuità della polizza professionale a partire dal 2026. Raggiungere solo questa soglia può evitare problemi con l’assicurazione in caso di sinistro, ma non esonera dall’obbligo completo di formazione continua. Per gli Ordini e la normativa Ecm, ciò che conta è completare l’intero triennio. Ignorare il restante 30%, dunque, significa esporsi a sanzioni disciplinari a seconda della gravità dell’inadempienza

A chiarimento normativo, questa soglia del 70% è prevista dal Decreto Ministeriale n. 232 del 2023, entrato in vigore il 16 marzo 2024, che attua l’articolo 10 comma 6 della Legge n. 24/2017 (Legge Gelli-Bianco). Il decreto stabilisce che l’efficacia delle polizze assicurative per gli esercenti le professioni sanitarie è condizionata all’assolvimento di almeno il 70% dell’obbligo formativo individuale dell’ultimo triennio utile, riferito esclusivamente al triennio 2023-2025. Questo significa che il 70% serve solo ai fini della copertura assicurativa nel 2026, e non riduce l’obbligo Ecm nei confronti degli Ordini. 

Il triennio 2026-2028 e il recupero dei debiti 

Va anche ricordato che nel triennio 2026-2028 i professionisti sanitari potranno recuperare i crediti mancanti dei trienni precedenti così da colmare eventuali debiti formativi. È importante però sapere che questa possibilità ha una scadenza precisa: tutti i crediti mancanti devono essere completati entro il 31 dicembre 2028. Dal 1° gennaio 2029 gli Ordini valuteranno la situazione formativa di ciascun professionista. 

In sostanza, il triennio 2026-2028 è l’ultima occasione per sistemare eventuali debiti formativi. Per essere davvero in regola bisogna completare tutti i crediti, compresi quelli mancanti dei trienni precedenti, così da garantire la propria posizione professionale, la tutela assicurativa e la sicurezza dei pazienti.  

Perché è necessario completare tutti i 150 crediti Ecm: regolarità, rischi e sicurezza professionale 

Acquisire tutti i crediti non è solo un adempimento formale: è una garanzia di aggiornamento continuo, qualità delle cure e sicurezza per i pazienti.  

Deve essere chiaro ai professionisti sanitari che il completamento dell’intero triennio non è facoltativo. Chi si ferma al 70% rischia di risultare inadempiente agli occhi degli Ordini professionali che valutano il rispetto completo dell’obbligo ecm e possono adottare provvedimenti disciplinari in caso di inadempienza. Quali sono? 

Le misure previste variano in base alla gravità e alla durata dell’inadempienza e possono andare dall’avvertimento alla censura, fino alla sospensione dall’albo e, nei casi più gravi, alla radiazione. Queste sanzioni non sono solo formali: servono a garantire il rispetto degli standard professionali e la qualità dell’assistenza, oltre a tutelare la sicurezza dei pazienti. Anche il mancato completamento dei crediti può influire sulla possibilità di partecipare a concorsi, incarichi o ruoli di responsabilitàche richiedono la prova dell’adempimento completo.  

In sintesi, la formazione completa resta un requisito fondamentale per esercitare la professione in modo pienamente conforme. Mantiene aggiornate le competenze, riduce i rischi clinici e assicura che i professionisti siano preparati a gestire le sfide della sanità moderna. Il 70% dei crediti è solo un parametro parziale, mentre il completamento dell’intero debito formativo rappresenta l’unica via per essere davvero in regola, tutelando sia la propria posizione professionale sia i pazienti. 

19 Gennaio 2026

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