Agenas. Il Governo tira dritto e dà il semaforo verde alla sospensione di Coscioni dalla presidenza

Agenas. Il Governo tira dritto e dà il semaforo verde alla sospensione di Coscioni dalla presidenza

Agenas. Il Governo tira dritto e dà il semaforo verde alla sospensione di Coscioni dalla presidenza
La decisione arrivata oggi dal Cdm apre le porte all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che dispone la sospensione Coscioni “fino alla fine del processo penale e comunque a scadenza naturale dell’incarico”. Si supera così la mancata intesa della Stato-Regioni dovuta al non raggiungimento dell’unanimità delle Regioni

Il Consiglio dei Ministri ha deciso: la carica di presidente di Agenas di Enrico Coscioni è sospesa. Una deliberazione che supera la mancata intesa da parte della Conferenza Stato-Regioni del 16 maggio scarso, dovuta al non raggiungimento dell’unanimità delle Regioni.

A comunicarlo una nota del Cdm. “Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute – si legge nella nota – ha approvato, nella riunione del 4 giugno 2024, la deliberazione motivata sostitutiva dell’intesa necessaria per l’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di sospensione del Presidente di Agenas, Enrico Coscioni, nominato in data 28 ottobre 2020 per la durata di 4 anni”.

A seguito di tale approvazione, aggiunge la nota “è possibile adottare il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che dispone la sospensione del prof. Enrico Coscioni, quale Presidente di Agenas, fino alla fine del processo penale e comunque a scadenza naturale dell’incarico, in considerazione dell’ordinanza in sede penale che ha disposto la misura cautelare interdittiva del divieto di esercizio della professione medica in relazione a fatti occorsi in occasione di un intervento chirurgico presso l’Azienda Ospedaliera di Salerno”.

Il caso, che vede protagonista il presidente di Agenas, lo ricordiano, è ancora al vaglio della magistratura ed è legato al decesso di un paziente operato al Ruggi d’Aragona di Salerno dall‘equipe guidata proprio da Coscioni, in qualità di direttore del Dipartimento di Cardiochirurgia dell‘Azienda Ospedaliera salernitana. A provocarne la morte, una garza dimenticata nel corpo del paziente e rinvenuta dopo la riesumazione del cadavere scattata a seguito della denuncia dei familiari. Da lì è iniziata l‘escalation che ha travolto il cardiochirurgo: all‘avviso di garanzia nel febbraio scorso è seguita la sospensione dell‘attività medica per un anno.

04 Giugno 2024

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