Anteprima. All’esame della Stato Regioni il piano contro la Tbc

Anteprima. All’esame della Stato Regioni il piano contro la Tbc

Anteprima. All’esame della Stato Regioni il piano contro la Tbc
Per controllare la Tubercolosi nel triennio 2013-2016, le Regioni si impegnano a raggiungere tre obiettivi prioritari: miglioramento del sistema di sorveglianza, implementazione delle Linee guida e attivazione dei programmi di formazione dell’assistenza primaria. IL PIANO ANTI TBC.

Sorveglianza strettissima della tubercolosi, implementazione delle linee guida, e programmi straordinari di educazione sanitaria e formazione degli operatori sanitari.
Sono queste le tre azioni strategiche che saranno attuate nel triennio 2013-2016 per dare scacco alla tubercolosi, patologia relativamente rara nel nostro Paese (l’incidenza è inferiore a 10 casi per 100mila abitanti), ma in preoccupante aumento negli ultimi anni.
Tre azioni contenute nel documento “Controllo della tubercolosi: obiettivi di salute, standard e indicatori” stilato dalla Salute che sarà esaminato dalla Conferenza Stato Regioni del 20 dicembre.
Il Provvedimento prende le mosse dal documento “Stop alla tubercolosi in Italia”, che ha individuato dieci obiettivi prioritari per promuovere un miglior controllo della Tbc nel nostro Paese messi nero su bianco nel provvedimento.
 
Vediamo quali sono le tre azioni strategiche per raggiungere altrettanti obiettivi prioritari il cui raggiungimento sarà valutato sulla base di un insieme di indicatori quali quantitativi.
 
Miglioramento del sistema di sorveglianza. Per migliorare la sorveglianza le Regioni si dovranno dotare di fonti informative aggiuntive rispetto alla notifica dei casi.
Saranno perciò attivati: la notifica da parte dei laboratori delle persone con esame batteriologico positivo per la Tbc su campioni respiratori, e il monitoraggio dell’esito del trattamento almeno per tutti i casi polmonari. E ancora, dovrà essere attuata la rilevazione dei dati sulla farmaco resistenza e integrati dati provenienti da queste fondi informative con la notifica. Inoltre dovrà essere effettuata la rilevazione dei dati sulla resa dei programmi di screening.
 
Implementazione delle Linee guida. Le nuove linee guida aggiornate e concordate a livello nazionale relative alla gestione dei contatti di caso, alla corretta gestione della tubercolosi in ambito assistenziale e al controllo della Tbc nella popolazione immigrata, dovranno essere tradotte e ampiamente diffuse a livello regionale in linee guida tecniche e operative sulle attività di controllo della patologia.
 
Educazione sanitaria e formazione degli operatori. Al centro di questa azione ci saranno in particolare i medici dell’assistenza primaria per i quali sarà attivato un programma di formazione messo a punto nell’ambito di un progetto ad hoc del Ccm.
 
 
Per promuovere una maggiore sinergia tra le diverse Regioni, le istituzioni centrali e le associazioni scientifiche, il ministero della Salute individuerà strumenti per perseguire gli obiettivi indicati nel Piano nazionale di controllo e del Piano Stop alla Tbc, valuterà i progressi nel perseguimento degli obiettivi fissati nel Piano, individuerà aree critiche e possibili soluzioni, per ogni eventuale aggiornamento. Aggiornamenti che saranno elaborati con l’Iss, le associazioni scientifiche e eventuali altre istituzioni coinvolte per essere poi inviati alla Conferenza Stato Regioni.

17 Dicembre 2012

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