Anteprima. All’esame della Stato Regioni le linee di indirizzo sulla telemedicina

Anteprima. All’esame della Stato Regioni le linee di indirizzo sulla telemedicina

Anteprima. All’esame della Stato Regioni le linee di indirizzo sulla telemedicina
La bozza di Intesa è il risultato del tavolo di lavoro instituito nel 2010 in seno al Consiglio superiore di sanità dall’ex ministero della Salute, Ferruccio Fazio. Obiettivi: fornire un modello di governance condivisa e armonizzare indirizzi e modelli di applicazione della telemedicina. IL DOCUMENTO

Sbarca sul tavolo della Stato Regioni la bozza di Intesa sulle linee di indirizzo nazionali per la Telemedicina. Obiettivi: fornire un modello di governance condivisa delle iniziative di telemedicina che deve avere il punto centrale nelle conoscenze specifiche del settore; ed anche armonizzare gli indirizzi e i modelli di applicazione della telemedicina quale presupposto all’interoperabilità dei servizi e come requisito per il passaggio da una logica sperimentale ad un utilizzo diffuso. Anche in previsione del suo impiego in ambito europeo.
A vigilare sul rispetto delle norme e sulle eventuali criticità che si potrebbero presentare ci sarà una commissione tecnica paritetica Ministero e Regioni, coordinata dal Dicastero della Salute.
 
Le linee guida sono il risultato dei lavoro del tavolo per la Telemedicina instituito nel 2010 in seno al Consiglio superiore di sanità dall’ex ministero della Salute, Ferruccio Fazio, a cui hanno partecipato oltre ai componenti ed esperti del Css, Direttori generali e funzionari del Ministero.
 
Sono molti i benefici attesi dalla applicazione della telemedicina. Si va dall’equità di accesso alle cure (assicurata dalla possibilità di un’assistenza in aree remote del Paese come mare, piccole isole, aree rurali poco collegate ed anche carceri), alla migliore qualità dell’assistenza (garantisce una continuità delle cure direttamente alla casa del paziente). Dalla migliore efficienza (rende fruibile e continua la comunicazione tra i diversi attore riducendo anche il ricorso all’ospedalizzazione, i tempi di attesa e ottimizzando l’uso delle risorse), fino al contenimento della spesa ed anche ad una opportunità di investimenti. Quello della telemedicina e della sanità elettronica, si lege infatti nel provvedimento, è uno dei settori industriale a maggior tasso di innovazione. Si stima che il mercato per l’e-health abbia un valore potenziale di 60 miliardi di euro, di cui l’Europa rappresenta circa un terzo.
 
Sono otto i capitoli lungo le quali si snodano le linee di indirizzo.
 
Il primo propone un inquadramento strategico della telemedicina e individua gli ambiti prioritari di applicazione, le tipologie dei servizi e le prestazioni che hanno maggiore necessità di intervento e investimento. Il secondo capitolo definisce la telemedicina proponendo una classifica delle prestazioni da erogare e una descrizione delle caratteristiche e de processi di attuazione.
 
L’organizzazione del servizio di telemedicina in un’ottica di relazionale con pazienti/caregiver, medici e altri operatori sanitari e gli aspetti relativi alla loro informazione e formazione sono trattati nel terzo e nel quarto capitolo.
 
Mentre le modalità di integrazione della telemedicina bel Ssn con i criteri di autorizzazione accreditamento e agli accordi contrattuali sono approfonditi nel quinto capitolo.
Il sesto affronta la remunerazione e la valutazione economica dei servizi. E il settimo individua indicatori di performance utili per la programmazione lo sviluppo, il monitoraggio e la valutazione dei servizi di telemedicina.
 
Infine nell’ultimo capitolo sono trattati gli aspetti etici e regolatori inclusi quelli relativi alla privacy.

21 Gennaio 2014

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