Con atto di indirizzo Ministero Salute concreto passo in avanti verso una sanità partecipata
Con l’atto di indirizzo varato dal Ministero della Salute si formalizza finalmente un percorso per la partecipazione dei pazienti e dei cittadini con le loro organizzazioni alle scelte di politica sanitaria. E lo si fa in modo concreto individuando gli strumenti, i momenti, le responsabilità. Tavoli e gruppi di lavoro ma non solo questo. Momenti di consultazione, assieme alla possibilità di proporre nuove questioni non previste ma care ai cittadini nell’agenda del Ministero.
La co-progettazione che avrà uno dei suoi primi banchi di prova nella costruzione della medicina di prossimità, non realizzabile in modo efficace senza l’ascolto delle esigenze dei suoi destinatari. La possibilità di affiancare alle evidenze cliniche e alle analisi economiche quelle che vengono definite le “patient evidence” che devono concorrere alla valutazione di un percorso di cura o di una terapia per renderlo più aderente alle esperienze vissute dalle persone. In tutto 7 modalità diverse in cui il Ministero è chiamato a coinvolgere i cittadini a seconda delle questioni di politica sanitaria da trattare.
Due sono forse le novità più importanti: l’aver assegnato la responsabilità dell’attuazione del provvedimento a un ufficio specifico nell’ambito della Direzione Comunicazione, sotto però la supervisione della Segreteria generale del Ministero. In questo modo quanto deliberato non diventa “carta straccia” come spesso è avvenuto con altri provvedimenti sulla partecipazione, al livello nazionale e regionale.
Il secondo elemento è costituito dalle modalità di accesso delle associazioni dei cittadini e dei pazienti agli strumenti partecipativi messi in campo. Ogni associazione non viene scelta o in qualche modo registrata dall’alto dal Ministero, bensì aderisce ai percorsi previsti redigendo un format e fornendo alcune garanzie. Libera adesione ma massima regolarità e trasparenza fornendo i propri dati non solo relativi agli adempimenti formali, ma anche riguardanti le attività con il curriculum dell’organizzazione, dove conta di più la rilevanza dell’impegno e il legame con i pazienti che il numero dei convegni a cui si partecipa.
In vista della formazione del nuovo Governo nazionale è importante sottolineare che la partecipazione dei cittadini non è “targabile” sulla base di questioni di schieramento o di colore politico. Ormai, soprattutto in ambito sanitario, è una esigenza imprescindibile per la sostenibilità del sistema tra costi emergenti, esigenza di innovazione e di giusta allocazione delle risorse e richieste pressanti della popolazione per una maggiore qualità e più agevole accesso alle cure. Quella di questi giorni è una strada tracciata, che già alcune Regioni di diverso orientamento politico stanno percorrendo, ora si tratta di renderla praticabile anche al livello nazionale a partire dal Ministero della Salute per passare agli altri Enti nazionali, dall’Aifa all’Istituto Superiore di Sanità e così via.
La garanzia in questo caso è anche la modalità in cui l’atto è stato costruito, vale a dire con il contributo di soggetti esterni esperti di partecipazione come nel caso dell’ALTEMS Università Cattolica con il suo direttore Americo Cicchetti e del Patient Advocacy Lab, delle Regioni coinvolte tramite la loro Conferenza, e soprattutto delle associazioni che sono state preventivamente consultate – almeno un centinaio – per integrare, migliorare, rafforzare il documento. Sono loro a questo punto a essere chiamate, assieme al Ministero della Salute, a vigilare sulla sua attuazione.
Teresa Petrangolini
Direttrice del Patient Advocacy Lab ALTEMS, Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari – Università Cattolica, Roma
04 Ottobre 2022
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Italiani all'estero extra Ue. Via libera definitivo del Senato alla tessera sanitaria con contributo di 2.000 euro. Il provvedimento ora è legge

Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni

Medici di famiglia. Della Riforma rimane ben poco. Dopo lo stop al decreto resta l’ipotesi di una norma sulle 6 ore nelle Case della comunità. Bertolaso, in polemica, lascia da vice della Commissione Salute

Oms Europa: entro il 2030 mancherà quasi un milione di operatori sanitari. E i piccoli Paesi lanciano il piano per non arrivare impreparati

Medici di famiglia, la storia di una riforma infinita: quindici anni di annunci e promesse mancate con il rischio che le cure primarie finiscano al privato

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”

Dottori anche con la laurea triennale: perché continuare a sminuirli?

Medici di famiglia, la riforma Schillaci si ferma. La maggioranza frena sul passaggio alla dipendenza