Pnrr. Sostituzione di oltre 3 mila grandi apparecchiature ospedaliere slitta al 2026. Gemmato: “Differimento per esigenze Regioni”. Bonafè (PD): “Liste d’attesa aumenteranno”

Pnrr. Sostituzione di oltre 3 mila grandi apparecchiature ospedaliere slitta al 2026. Gemmato: “Differimento per esigenze Regioni”. Bonafè (PD): “Liste d’attesa aumenteranno”

Pnrr. Sostituzione di oltre 3 mila grandi apparecchiature ospedaliere slitta al 2026. Gemmato: “Differimento per esigenze Regioni”. Bonafè (PD): “Liste d’attesa aumenteranno”
"l cronoprogramma del sub-investimento in questione, infatti, era stato costruito, in fase di prima programmazione, sulla base delle sole tempistiche dettate dall'adesione a convenzioni Consip per l'affidamento delle apparecchiature, senza tener conto dei lavori, in taluni casi necessari, per l'installazione delle grandi apparecchiature", ha spiegato il sottosegretario alla Salute rispondendo all'interrogazione del PD. Bonafè (PD): "Se il ministero della Salute avesse fatto una programmazione maggiormente accurata e capillare non avremmo perso tutto questo tempo".

Scontro in commissione Affari sociali alla Camera ieri sulla rimodulazione del Pnrr che, oltre a rivedere Case di Comunità, Centrali operative territoriali e Ospedali di comunità, ha comportato uno slittamento per l’ammodernamento delle tecnologie diagnostiche negli ospedali.

“Per quanto concerne il differimento della scadenza massima prudenziale del Target M6C2-6 per la sostituzione di almeno 3.100 grandi apparecchiature sanitarie, da dicembre 2024 a giugno 2026, si fa presente che detto espediente si è reso necessario per rispondere ad alcune esigenze sollevate dalle Regioni/Province autonome. Il cronoprogramma del sub-investimento in questione, infatti, era stato costruito, in fase di prima programmazione, sulla base delle sole tempistiche dettate dall’adesione a convenzioni Consip per l’affidamento delle apparecchiature, senza tener conto dei lavori, in taluni casi necessari, per l’installazione delle grandi apparecchiature oggetto dell’obiettivo europeo”, ha spiegato il sottosegrtario alla Salute, Marcello Gemmato, rispondendo all’interrogazione presentata da Simona Bonafè (Pd) sul tema.

“In effetti, i Soggetti Attuatori hanno dovuto procedere alla selezione di professionisti a cui affidare l’incarico di progettazione delle opere da realizzare, in considerazione della peculiare tipologia di tali apparecchiature, che prevede, tra l’altro, attenzioni anche dal punto di vista di radioprotezione, oltre che per quanto concerne l’impiantistica. Ne è conseguito uno slittamento in avanti nell’iter di esecuzione delle opere rispetto a determinate tipologie di apparecchiature”, ha aggiunto il sottosegretario.

“Ulteriori criticità sono emerse in relazione alle necessità organizzative espresse dai Soggetti Attuatori rispetto alle esigenze dei Territori, dovendo questi programmare la sostituzione progressiva delle grandi apparecchiature, senza gravare sull’erogazione dei Servizi. I Soggetti Attuatori hanno evidenziato, inoltre, la necessità di un innalzamento tecnologico delle apparecchiature sostitute, in funzione di quanto ad oggi presente sul mercato. Si è ottenuta, pertanto, tramite la rimodulazione degli obiettivi della Missione 6, la possibilità di un ‘upgrade tecnologico’ delle apparecchiature acquistate, ad invarianza del finanziamento complessivo concesso (esempio: TAC a 256 slices piuttosto che TAC a 128 slices).

Tale possibilità prevede la necessità di aderire o attivare procedure differenti da quelle inizialmente considerate, e comunque entro il rispetto delle tempistiche previste dal Piano. La rimodulazione degli interventi previsti all’interno dei CIS sottoscritti dalle Regioni/Province Autonome, sia in termini tipologici che di tempistiche realizzative (entro la scadenza massima di giugno 2026) dovrà prevedere, caso per caso, previa puntuale motivazione, l’attivazione di uno specifico percorso attraverso i Nuclei tecnici e i Tavoli istituzionali. Un altro risultato raggiunto dall’azione di rimodulazione è la possibilità di riutilizzo dell’apparecchiatura vetusta sostituita”, ha proseguito.

Una risposta che non ha soddisfatto il PD. “Il governo Meloni ha sostanzialmente confermato che la rimodulazione del Pnrr causerà ritardi sulle liste d’attesa per la sanità. La nuova tempistica del Piano nazionale, oltre a ridurre le case di comunità e quindi i presidi sanitari territoriali, ha rimandato di due anni l’acquisto di oltre 3100 apparecchiature moderne come Tac, risonanze magnetiche, radiografie”, ha commentato la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè.

“Se il ministero della Salute – ha concluso Bonafè – avesse fatto una programmazione maggiormente accurata e capillare delle sostituzioni di macchinari non avremmo perso tutto questo tempo e garantito diagnosi maggiormente accurate. Circa la metà del totale delle apparecchiature presenti in Italia infatti non è più in linea con l’attuale livello di innovazione e non sono dotate di tecnologie aggiornate”.

15 Febbraio 2024

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