Autonomia. Calderoli: “Da Gimbe catastrofismo e politica”. La replica di Castellone (M5S): “A fare cattiva politica è solo il Ministro”

Autonomia. Calderoli: “Da Gimbe catastrofismo e politica”. La replica di Castellone (M5S): “A fare cattiva politica è solo il Ministro”

Autonomia. Calderoli: “Da Gimbe catastrofismo e politica”. La replica di Castellone (M5S): “A fare cattiva politica è solo il Ministro”
Calderoli: "Il report si dimentica che la vituperata sanità parzialmente regionalizzata viene classificata in tutte le graduatorie mondiali tra le top ten e, secondo Bloomberg, addirittura al terzo posto a livello mondiale. Per cui, con buona pace di Gimbe, noi stiamo male ma non troppo, e tutto il resto del mondo sta peggio”. Castellone (M5S): "Il ministro Calderoli reagisce in modo scomposto allo studio della Fondazione Gimbe, che peraltro si inserisce perfettamente nella scia degli allarmi già emersi in questi mesi".

“Il report della Fondazione Gimbe fotografa un fallimento della sanità nel Mezzogiorno e una difficoltà anche nelle Regioni del Nord in sanità, a legislazione e a Costituzione vigenti. Il report, comunque, si dimentica che la vituperata sanità parzialmente regionalizzata viene classificata in tutte le graduatorie mondiali tra le top ten e, secondo Bloomberg, addirittura al terzo posto a livello mondiale. Per cui, con buona pace di Gimbe, noi stiamo male ma non troppo, e tutto il resto del mondo sta peggio”.

Lo afferma in una nota il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, commentando sull’autonomia regionale differenziata di Gimbe.

“L’autonomia differenziata – prosegue Calderoli – è stata proposta per rimediare al disastro del Sud e ai problemi del Nord, quindi per rendere più efficienti le prestazioni in tutto il Paese. Le Regioni che vorranno accettare la sfida potranno raggiungere questo obiettivo. Quelle che vorranno accettare il rimedio di Gimbe, ovvero quieta non movere, saranno destinate a rimanere nel disastro rappresentato dalla Fondazione”.

“Ci sono tanti aspetti da correggere nel sistema Paese, a partire dalla sanità? Sì, sono il primo a riconoscerlo – ammette il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie -. Sta di fatto che il tanto contestato Ministro Calderoli, proponente dell’autonomia differenziata, è stato quello che, come Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, ha conseguito, con i Ministri di settore e in Conferenza Stato-Regioni, un riparto del Fondo sanitario nazionale non solo basato sul parametro dell’età media di vita ma anche su altri parametri, quale l’indice di mortalità e quello di deprivazione. Sono parametri sufficienti? Forse no – prosegue -, ce ne vorranno altri per individuare il reale fabbisogno delle Regioni in campo sanitario, ma è paradossale che ad aprire questa strada sia un Ministro accusato di dividere il Paese e di aumentare i divari. A me sembra di avere fatto il contrario e intendo proseguire su questa linea, piaccia o non piaccia a Gimbe e agli altri catastrofisti del Paese”.

La risposta del ministro Calderoli è stata contestata dalla vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone (M5S): “Messo di fronte alla cruda realtà da decine di esperti, osservatori, istituzioni economiche e costituzionalisti, che da mesi evidenziano l’effetto disgregatore del suo ddl sull’autonomia differenziata, il ministro Calderoli reagisce in modo scomposto a un denso studio della Fondazione Gimbe, che peraltro si inserisce perfettamente nella scia degli allarmi già emersi in questi mesi. Vorremmo far notare al ministro che non è Gimbe a fare ‘politica’, ma è il Governo stesso a fare una cattiva e dannosa politica, insistendo su una declinazione di autonomia semplicemente inaccettabile. A pagarne il prezzo più salato, peraltro in aperta contraddizione con gli obiettivi del Pnrr, è il Servizio sanitario nazionale”.

“Aver furbescamente messo ai margini del dibattito la sanità, nell’assunto che in questo settore già esistono i Lea (livelli essenziali di assistenza), svela ancora una volta gli interessi di parte dietro il ddl Calderoli – aggiunge -. Oggi i Lea non sono sufficientemente monitorati, non sono correttamente legati ai reali fabbisogni del territorio italiano, in ultimi analisi non sono correttamente finanziati. E’ lo stesso, ipocrita canovaccio portato avanti dall’impianto generale del ddl Calderoli: si fa finta di subordinare al preventivo finanziamento dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni) l’attribuzione di maggiori funzioni e risorse alle Regioni del Nord; poi però si dice che questo deve avvenire solo nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica. Quali equilibri? Quelli di un Governo che ha applicato austerità preventiva, sin dal suo insediamento, e in Europa ha poi subìto l’austerità successiva e punitiva del nuovo Patto di stabilita? Questa riforma non vuole mettere nemmeno mezzo centesimo per colmare le distanze tra Nord e Sud”, conclude Castellone.

22 Marzo 2024

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