Autonomia differenziata. In Unificata le Regioni di centrodestra approvano mentre quelle di centrosinistra lo bocciano. E i Comuni mandano le loro proposte

Autonomia differenziata. In Unificata le Regioni di centrodestra approvano mentre quelle di centrosinistra lo bocciano. E i Comuni mandano le loro proposte

Autonomia differenziata. In Unificata le Regioni di centrodestra approvano mentre quelle di centrosinistra lo bocciano. E i Comuni mandano le loro proposte
Parere favorevole a maggioranza delle Regioni sul Ddl Calderoli con il no di Campania, Puglia, Emilia Romagna e Toscana. I Comuni invece inviano una serie di proposte e si riservano una “valutazione finale sulla legge dopo le determinazioni del Governo sulle richieste presentate”. IL PARERE

Ok a maggioranza delle Regioni al parere sul Ddl sull’autonomia differenziata in Conferenza Unificata. “Alcune regioni si sono differenziate dalla maggioranza, mi auguro che con il prosieguo del processo che vedrà l’attuazione dell’autonomia differenziata si possa trovare una ricomposizione con le regioni che oggi hanno espresso parere contrario”, dichiara il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga in riferimento al voto contrario sul ddl Autonomia di Campania, Puglia, Emilia Romagna e Toscana.
Il Parere è stato dato nel corso della Conferenza Unificata del 2 marzo sul disegno di legge per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario.

Per quanto riguarda invece i Comuni, il presidente dell’Anci Antonio Decaro ha presentato oggi alla Conferenza unificata Stato Regioni Enti locali un documento contenente le osservazioni dei Comuni sul testo di legge sull’autonomia differenziata, accompagnato da una serie di emendamenti. L’ANCI si è riservata di esprimere una valutazione finale sulla legge dopo le determinazioni del Governo sulle richieste presentate.

“Ci sono questioni che devono essere chiarite e ci sono punti che per i rappresentanti delle autonomie locali devono essere totalmente rivisti. Il documento presentato raccoglie le preoccupazioni dei Comuni sull’individuazione e finanziamento dei livelli essenziali di prestazione (LEP) e su un processo che prevede la devoluzione alle Regioni di funzioni non solo legislative ma anche amministrative e gestionali, senza tenere conto del ruolo e del contributo che in tutti questi anni i Comuni italiani hanno offerto in termini di servizi ai territori e alle comunità e soprattutto sul meccanismo di solidarietà e perequazione, già realizzati su scala comunale”.

“Nonostante la delicatezza dell’argomento e la complessità della rappresentanza di una Associazione che ha al proprio interno quasi ottomila sindaci di appartenenza politica e territoriale molto articolata, l’ANCI è riuscita a trovare un momento di sintesi presentando un documento che evidenzia eccezioni di metodo e nel merito.

Il documento presentato ribadisce che l’architettura costituzionale della Repubblica si fonda sulle Regioni, sulle Province, sulle Città metropolitane e sui Comuni in modo equi-ordinato, e che l’art. 116 della Carta va letto e attuato in piena sintonia con gli altri articoli del Titolo V, in un contesto di tutela dell’unità giuridica ed economica della Repubblica e di garanzia”, conclude la nota.

02 Marzo 2023

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