Balduzzi (ScpI): “Sanità sistema ‘chiuso’. Rischio avvitamento per troppa burocrazia”

Balduzzi (ScpI): “Sanità sistema ‘chiuso’. Rischio avvitamento per troppa burocrazia”

Balduzzi (ScpI): “Sanità sistema ‘chiuso’. Rischio avvitamento per troppa burocrazia”
Lo ha detto il deputato montiano, già ministro della Salute, nel corso di un seminario di studio il cui titolo era "La sanità è un mondo vitale?". Comunque secondo Balduzzi "la sanità è ancora un sistema in grado di promuovere la crescita e il consolidamento delle relazioni intersoggettive”. La relazione di Balduzzi.

Nella giornata cruciale per la legge elettorale e con il palazzo in fermento, il deputato di Scelta Civica e già ministro della Salute nel governo Monti, Renato Balduzzi, ha organizzato all’interno degli spazi della Camera dei deputati un seminario di studio nel ciclo di incontri dell'Associazione Mondi Vitali incentrato sui temi della sanità.
 
I lavori sono stati incentrati intorno alla domanda "La sanità è un mondo vitale?" e la risposta che è arrivata dal confronto tra i discussant, ovvero Mariella Enoc, Vicepresidente di Fondazione Cariplo, Alberto Oliveti, Presidente di Fondazione Enpam e Angelo Vescovi, Direttore scientifico Irccs Casa Sollievo della Sofferenza, se è positiva da un lato, dall’altro si deve registrare che comunque non mancano elementi di forte preoccupazione.
 
Secondo Renato Balduzzi, che ha introdotto i lavori, uno degli elementi di criticità sono le “componenti burocratiche e di resistenza all'innovazione che sono presenti in tutti i sistemi complessi, inclusa la sanità. Anche la sanità infatti può correre il rischio di avvitarsi come sistema organizzativo chiuso e formalmente amministrato”.
Comunque ha aggiunto Balduzzi “ la sanità è ancora un sistema in grado di promuovere la crescita e il consolidamento delle relazioni intersoggettive”.
 
Per dirla con il ricercatore Angelo Vescovi “la sanità è viva e vitale” ma poi ha aggiunto “Io la vedo come un grande organismo che ha degli organi malati”. E la cosa più preoccupante secondo Vescovi è che “praticare la cura può essere difficile”. Perché la cura è “riallocare l’uomo, ovvero mettere al centro dell’intero sistema di cura”. La sanità, ha detto ancora Vescovi è un “sistema malato perché ha perso la sua missione iniziale del dare salute”. E qui, ricollocandosi a quanto detto da Balduzzi in avvio di lavori, ha ribadito come l’eccesso di burocratizzazione rischia di far “passare in secondo piano la salute del paziente”.
 
“Curare sempre, guarire se possibile” è il monito di Monisignor Enzo Leuzzi, delegato pastorale della Salute, anche lui presente all’incontro per un saluto. “Dobbiamo liberare la medicina da prospettive inadeguate di guarire sempre. Perché – ha concluso Monsignor Leuzzi – la malattia e la morte sono esperienze della vita imprescindibili nella biografia dell’uomo”.
 
Le osservazioni di Monsignor Giuseppe Merisi, hanno fatto riferimento al fatto che “dal curare è necessario passare al prendersi cura”, e anche al concetto di sostenibilità. Questa, secondo il monsignore “non deve dimenticare l’efficienza della cura”.
 
Sulla linea della sostenibilità l’intervento di Mariella Enoc, secondo la quale “abbiamo abusato di un sistema distributivo. La mia generazione è la più colpevole, abbiamo preso senza chiederci come e quanto dovesse essere ridato al sistema”. Oggi, ha aggiunto Enoc, “non è più possibile dare senza chiedere in cambio qualcosa. E questo non solo in termini economici ma anche di prestazioni e di volontariato”.
 
In rappresentanza del mondo delle professioni sanitarie, Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam, ha ribadito “l’esigenza di una nuova allenaza tra le persone e i professionisti chiamati a prendersi cura”. Comunque anche per Oliveti la sanità è un mondo vitale e i problemi che come presidente della Fondazione Enpam ha posto sul tavolo sono essenzialmente due: l’invecchiamento della popolazione, fatto assolutamente positivo da un punto di vista delle politiche sociali, ma pericoloso da un punto di vista economico se non viene governato; e la tecnologia che sta evolvendo ma non sempre seguendo logiche legate a esigenze di salute.

23 Gennaio 2014

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