Brexit. Sede Ema in Italia? Anche Lorenzin a sostegno: “Abbiamo le carte in regola”. E il Senato approva una risoluzione di FI sul tema

Brexit. Sede Ema in Italia? Anche Lorenzin a sostegno: “Abbiamo le carte in regola”. E il Senato approva una risoluzione di FI sul tema

Brexit. Sede Ema in Italia? Anche Lorenzin a sostegno: “Abbiamo le carte in regola”. E il Senato approva una risoluzione di FI sul tema
Il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, il responsabile sanità Pd, Federico Gelli, e la ministra della Salute si sono dichiarati tutti favorevoli alla candidatura dell'Italia ad ospitare la nuova sede dell'Agenzia europea del farmaco attualmente collocata a Londra. E intanto anche il Senato risponde 'presente' approvando una risoluzione di FI che impegna il Governo a valutere questa possibilità.

Ha vinto la Brexit. I cittadini inglesi hanno deciso a maggioranza di lasciare l'UE. In questi giorni ci si è tutti molto soffermati sui possibili rischi e sulle ricadute, anche per la sanità che deriveranno, a livello comunitario, da questa scelta. Il nuovo scenario apre però anche ad alcune opportunità che potrebbero riguardare direttamente il nostro Paese. In questi giorni si è infatti sollevato un coro di richieste per spostare in Italia la sede dell'Agenzia europea del farmaco (Ema).
 
Il primo a lanciare l'idea è stato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, che già dallo scorso marzo sosteneva: "Noi vogliamo il bene dell’Europa. Per questo speriamo che a giugno non ci sia il Brexit. Ma se dalle urne uscisse un risultato diverso chiedo – già da adesso a tutte le Istituzioni nazionali ed Europee – che l’Ema (European medicines agency) venga trasferita in Italia”. 

Una richiesta rinnovata poi lo scorso venerdì: "A proposito dell’Ema l’Italia ha le carte in regola per diventarne la sede. A nostro favore giocano importanti fattori. L’industria farmaceutica made in Italy è ormai una realtà 4.0 di primo piano in Europa. Seconda per produzione a un’incollatura dalla Germania, ma prima per valore pro-capite. Con un export da record che supera il 70% della produzione, un’occupazione qualificata in ripresa (+6.000 addetti nel 2015) e investimenti in crescita (+15% negli ultimi due anni). E a un passo dal diventare un hub europeo per la ricerca, anche clinica, con investimenti di 1,4 miliardi (700 milioni solo in studi clinici). L’Italia può poi contare su un’Agenzia del farmaco (AIFA) riconosciuta a livello internazionale come modello di best practice per l’innovatività delle modalità di accesso ai farmaci. Ecco perché chiedo alle Istituzioni che la nuova sede dell’Ema sia nel nostro Paese".
 
L'ipotesi è stata raccolta dalla stessa ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, che durante la trasmissione Porta a Porta, ad urne ancora chiuse, è così uscita allo scoperto: "Il nostro Paese ha i titoli, le qualità e le competenze". "La nostra Aifa – ha dichiarato – è un modello che tutti ci invidiano. E penso che il Tecnopolo di Milano sarebbe la sede ideale".
 
Parole, quelle della ministra, che saranno di certo state apprezzate dal governatore lombardo, Roberto Maroni, che nella giornata di oggi dichiarava: "Ho lanciato l'idea di portare qui l'agenzia europea del farmaco, che adesso ha sede a Londra. Mi auguro che il Governo tenga conto di questa richiesta, facendo del nostro capoluogo il punto di riferimento europeo per le biotecnologie e per la salute".
 
Tornando allo scorso venerdì, quando era ormai chiara la vittoria del fronte del Brexit, anche il responsabile sanità Pd, Federico Gelli si era schierato per un trasferimento dell'Agenzia in Italia: "Desta molta preoccupazione e dispiacere la scelta fatta dalla maggioranza dei cittadini inglesi di lasciare l'UE. A questo punto, però, l’Italia colga l’occasione per rilanciare la propria candidatura come nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco (Ema)”. 
 
Intanto anche il Parlamento inizia a fare i primi passi. Oggi al Senato sono state presentate 10 le risoluzioni in Aula sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi in vista del Consiglio del 28 e 29 giugno e sulla Brexit. Tra le altre, il Governo ha espresso parere favorevole a quella presentata a prima firma da Paolo Romani (Fi), all'interno della quale si chiede, "nella ipotesi di ricollocazione dell'Agenzia dell'Unione Europea per i medicinali in uno Stato membro, a valutare la possibilità di proporre l'Italia quale possibile sede per l'Ema".
 
Un'ipotesi, questa, su cui è intervenuto anche il vicepresidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, Andrea Mandelli (Fi), spronando il Governo ad "attivarsi per portare l'Agenzia europea del farmaco in Italia".
 
Giovanni Rodriquez

G.R.

27 Giugno 2016

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