C’era una volta Carlo Cottarelli. Finalmente svelate le “carte segrete” dell’ex commissario alla spending review. Per la sanità una sforbiciata da 3,3 mld in tre anni

C’era una volta Carlo Cottarelli. Finalmente svelate le “carte segrete” dell’ex commissario alla spending review. Per la sanità una sforbiciata da 3,3 mld in tre anni

C’era una volta Carlo Cottarelli. Finalmente svelate le “carte segrete” dell’ex commissario alla spending review. Per la sanità una sforbiciata da 3,3 mld in tre anni
Dai farmaci ai dispositivi medici, passando per la razionalizzazione degli acquisti, l’efficientamento energetico, la diagnostica e le aziende ospedaliere universitarie. Pubblicati ieri dal Governo tutti i documenti frutto del lavoro dell’ex commissario e dei gruppi di lavoro sui singoli settori. RELAZIONE COTTARELLIREPORT TAVOLO SANITÀ

A quanto ammonta la spending sanitaria di Carlo Cottarelli? La cifra è di 3,3 i miliardi di euro di risparmi in 3 anni esclusi i beni e servizi. Ma non solo numeri, dai documenti dell’ex commissario alla Spending review, pubblicati solo ora dal Governo, si dice per scelta dai neo commissari alla spending Yoram Gutgeld e Roberto Perotti, emergono soprattutto una serie di proposte (raccolte dai 3 gruppi di lavoro per la sanità: farmaci e dispostivi; standard e acqusti; riorganizzazione) per ottimizzare le spese nel comparto.
 
Indicatori di performance, razionalizzazione acquisti e debiti sanitari, farmaci, dispositivi medici, diagnostica per immagini e di laboratorio nonché misure per le aziende ospedaliere universitarie. Il lavoro è estremamente corposo e riporta nel dettaglio i lavori dei tavoli specifici. Alcune delle misure presenti nel report sono già entrate in vigore con il Patto per la Salute, mentre altre ancora no. 
 
Ripubblicato anche il documento elaborato dallo stesso Cottarelli il 27 marzo 2014 che riassume obiettivi e metosi della sua spending review (vedi nostro articolo dell'epoca), dove il commissario ipotizzava risparmi per la sanità derivanti dal Patto per la Salute stimati in 300 milioni nel 2014, 800 nel 2015 e 2 miliardi nel 2016. In tutto 3,3 miliardi, esclusi beni e servizi, per i quali i calcoli non erano all'epoca stati fatti calcoli ad hoc per il comparto sanitario.
 
Qui di seguito alcune delle riflessioni dei tavoli tecnici sulla Spending review in tema di sanità:
 
Indicatori di performance:
– condividere e rivedere indicatori per le AASSLL
– acquisire i dati rilevati da ANAC (ex AVCP)
– aggiornare gli indicatori alla luce dei dati forniti da ANAC (e di quelli CE consolidati per il 2013) 
 
Razionalizzazione acquisti e debiti sanitari: verificare e favorire attuazione D.L. n. 66/2014 (Legge  n. 89/2014)
– Istituzione/designazione soggetti aggregatori
– Individuazione, entro il 31 dicembre di ogni anno, per alcune categorie di beni  e servizi, di quale sia il livello più conveniente/opportuno cui attribuire la funzione di acquisto
– piattaforma elettronica dei debiti: monitorare alimentazione e accessibilità
– «Altri servizi non sanitari da privato»: analizzare la voce per individuare  possibili revisioni  della spesa
– Efficientamento energetico: valutare, tramite il confronto con le Regioni, best practice da riprodurre
– Gestione del rischio: condividere e calcolare per le restanti Regioni gli indicatori e predisporre linee guida
 
Farmaci:
– Recepimento tempestivo della genericazione di principi attivi in privativa
– Concorrenza di principi attivi differenti con sovrapponibilità terapeutiche
– Sviluppo dei farmaci biosimilari
– Revisione delle modalità distributive
– Definizione di prezzi di riferimento per categorie omogenee
 
Dispositivi medici:
– Costituzione di un Prontuario Nazionale (attraverso la standardizzazione e la definizione di un codice unico nazionale)
– Definizione di prezzi di riferimento per categorie omogenee
– Espletamento di gare regionali per le categorie di dispositivi di utilizzo trasversale
– Sviluppo di Osservatori regionali su consumi e prezzi
 
Diagnostica per immagini:
– Condividere con le Regioni la metodologia di analisi adottata per il case study «Valle D’Aosta»
– Valutare le risultanze emerse dal case study «Valle D’Aosta»
– Estendere il case study «evoluto» ad un numero significativo di Regioni
– Individuare note per la prescrizione «appropriata» (in analogia a quelle pubblicate da AIFA per i farmaci) e per l’efficiente utilizzo delle strutture diagnostiche pubbliche in modo da ben governare la spesa
Diagnostica di laboratorio:
– Individuare, coinvolgendo le Regioni, alcune strutture pilota su cui approfondire la proposta
– Proporre la divulgazione/pubblicizzazione delle esperienze già maturate in termini di buone pratiche
– Elaborare una “check list” che supporti ogni Azienda Sanitaria nel verificare l’effettiva convenienza e i possibili termini di applicazione al proprio contesto di riferimento
 
Aziende Ospedaliere Universitarie (AOU):
– Completare l’analisi  per le Aziende Ospedaliere Universitarie  misurando attraverso specifici indicatori: l’effettivo ricorso a personale universitario anche rispetto al personale totale; i criteri adottati nei protocolli di intesa Università-Azienda per la determinazione dei posti letto dei reparti a conduzione universitaria; i costi sostenuti per posto letto pesati sulla base della complessità dell’attività svolta; l’erogazione dell’indennità di esclusività con l’effettiva interruzione di una precedente attività extramoenia ed una successiva attività libero professionale intramoenia
– Individuare e proporre gli interventi, anche mediante aggiornamenti normativi volti a favorire l’economicità, l’efficienza e l’efficacia nel rispetto della qualità dei servizi e dei diversi ruoli di Università e Azienda (SSN)

01 Aprile 2015

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