Camerae Sanitatis. Intervista a Ignazio Zullo (FdI): “Non possiamo rincorrere le emergenze, va riformato il Ssn. Prevenzione, spesa e accessibilità ai farmaci le priorità”

Camerae Sanitatis. Intervista a Ignazio Zullo (FdI): “Non possiamo rincorrere le emergenze, va riformato il Ssn. Prevenzione, spesa e accessibilità ai farmaci le priorità”

Camerae Sanitatis. Intervista a Ignazio Zullo (FdI): “Non possiamo rincorrere le emergenze, va riformato il Ssn. Prevenzione, spesa e accessibilità ai farmaci le priorità”

Verso fine legislatura, il punto sulla sanità tra emergenze affrontate e riforme in corso. Il senatore Zullo richiama criticità come liste d’attesa e antibiotico-resistenza e indica le direttrici: prevenzione, monitoraggio della spesa, accesso ai farmaci e tenuta della filiera in un contesto geopolitico instabile. E sul fronte della spesa invoca un confronto continuativo tra Stato e Regioni

“C’è stato un grande impegno del Governo nell’affrontare le emergenze che ci siamo ritrovati addosso, ma non possiamo rincorrere le emergenze, va riformato il Ssn. Prevenzione, spesa e farmaci sono le priorità”. El e leggi delega all’attenzione del Parlamento “messe insieme possono contribuire a rendere il sistema più rispondente ai bisogni di salute”.

Il senatore Ignazio Zullo (FdI), intervenendo al Policy conversation di Camerae Sanitatis traccia un bilancio di quanto realizzato sul fronte sanitario e guarda alle priorità della fase finale della legislatura.

Tra i punti evidenziati, il Fondo sanitario nazionale, inizialmente segnato da una fase di definanziamento e poi progressivamente rimpinguato “anno per anno per raggiungere una soglia più o meno sostenibile”, in un contesto in cui “i bisogni sono infiniti e le risorse limitate”. Un quadro che richiama anche la distinzione delle competenze: allo Stato spetta la definizione dei livelli essenziali di assistenza e l’assegnazione delle risorse, mentre alle Regioni compete la gestione.

Tra le principali emergenze affrontate, Zullo indica l’antibiotico-resistenza, “un grosso problema di sanità pubblica che assorbe risorse e incide sugli esiti di cura”, e le liste d’attesa, “un grande dramma, sul quale siamo intervenuti” perché il ritardo nella diagnosi può compromettere non solo la tutela della salute ma anche la vita dei pazienti.

La prospettiva, però, deve cambiare: “Non possiamo rincorrere le emergenze, ma dobbiamo sicuramente ristrutturare il Servizio sanitario nazionale”. Il sistema, sottolinea, va riorganizzato sulla base dei bisogni di una popolazione che invecchia e che è sempre più esposta a patologie cronico-degenerative, con un rafforzamento della prevenzione e della presa in carico della non autosufficienza. In questa direzione si inseriscono le leggi delega sulla riforma del Servizio sanitario nazionale e sulla farmaceutica, che “messe insieme possono contribuire a rendere il sistema più rispondente ai bisogni di salute”.

Riforma del Ssn: sistema complesso e nodi da affrontare Entrare nel Servizio sanitario nazionale significa però confrontarsi con un sistema complesso, fatto di professionalità, servizi, strutture e di un equilibrio articolato tra pubblico e privato. “I nodi da sciogliere sono tanti”, ammette Zullo, evidenziando quanto in questa ottica il confronto con i soggetti auditi in commissione sia stato importante: “Le critiche sono input per riflettere, non dobbiamo sbagliare”.

Tra le priorità, il rafforzamento della prevenzione e della riabilitazione, oggi “punti che mancano nello schema”, e la necessità di coniugare la riforma con il Piano sanitario nazionale, evitando una separazione tra norme e programmazione.

Sul piano organizzativo, suggerisce di inserire in modo funzionale anche gli ospedali elettivi nella rete dell’emergenza-urgenza. Centrale anche il riequilibrio del rapporto pubblico-privato, attraverso accordi contrattuali che consentano al pubblico di definire quantità e qualità delle prestazioni da acquisire “in funzione dei bisogni di salute”.

Altro nodo riguarda il controllo della spesa. “Lo Stato assegna le risorse ma poi ci ritroviamo con Regioni in deficit senza sapere perché”, osserva, proponendo un sistema di monitoraggio “non punitivo ma collaborativo”, capace di intervenire durante l’anno e non solo a consuntivo. L’obiettivo è tenere insieme erogazione dei livelli essenziali di assistenza e sostenibilità dei bilanci, attraverso un confronto continuo e permanente tra Stato e Regioni. Su questo punto, Zullo precisa che si tratta di una proposta che intende portare nel percorso parlamentare: “Questa è una mia idea che porrò all’attenzione della Commissione, poi sarà il Parlamento a decidere”.

Farmaceutica: accesso, tempi e sostenibilità Sul fronte farmaceutico, Zullo valuta positivamente l’obiettivo di arrivare al testo unico per superare norme obsolete e incoerenti. Restano però criticità operative, a partire dai tempi di accesso ai farmaci innovativi: “Dopo il via libera dell’Aifa si apre un ulteriore passaggio a livello regionale per l’inserimento nei prontuari, e questo rallenta tutto”.

Da qui la necessità di migliorare accessibilità e aderenza alle terapie e di superare “la tendenza a criminalizzare la spesa farmaceutica”, guardando invece al costo complessivo dei percorsi di cura. Paradigmatici i farmaci per l’epatite C “oggi vediamo molto meno ricoveri per cirrosi, per ascite, per ematemesi, quindi situazioni che salvano la vita delle persone. Eppure quello era un farmaco costoso”; mentre in altri ambiti, come l’ulcera gastrica, l’introduzione di terapie efficaci ha reso la chirurgia un’opzione residuale. Un’evoluzione che ha contribuito a ridurre le ospedalizzazioni e a razionalizzare l’uso dei posti letto.

Nel quadro della riforma è prevista anche una revisione del payback farmaceutico, con indirizzi che saranno definiti nella delega e attuati attraverso i decreti legislativi, ha precisato.

Geopolitica, energia e filiera Le tensioni internazionali pongono il tema della sicurezza degli approvvigionamenti. “Il problema non è solo l’oggi, ma la continuità e la varietà delle forniture”, sottolinea Zullo, evidenziando come le criticità riguardino non solo le materie prime ma anche l’energia. Il costo dell’energia incide sull’intero sistema, dalle imprese agli ospedali fino ai cittadini, con effetti concreti sull’operatività. In questo contesto, la stabilità internazionale resta un elemento decisivo.

Allo stesso tempo, emerge la necessità di rafforzare la capacità produttiva su beni essenziali, pur nella consapevolezza che una parte degli approvvigionamenti continuerà a provenire dall’estero. Un tema che si intreccia anche con le dinamiche commerciali, come i dazi, e con la tenuta del sistema industriale del farmaco.

“Se manca il farmaco il problema è serio”, conclude Zullo, sottolineando come una valutazione completa dei costi e dei benefici lungo tutto il percorso di cura possa contribuire non solo a migliorare gli esiti per i pazienti ma anche a rafforzare la sostenibilità economico-finanziaria del Servizio sanitario nazionale.

E.M.

Ester Maragò

23 Aprile 2026

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