Cannabis. Divergenze tra II e XII commissione. Dopo il no allo ‘spacchettamento’, procedono i lavori sul ddl Giachetti. Rischio slittamento per l’approdo in Aula

Cannabis. Divergenze tra II e XII commissione. Dopo il no allo ‘spacchettamento’, procedono i lavori sul ddl Giachetti. Rischio slittamento per l’approdo in Aula

Cannabis. Divergenze tra II e XII commissione. Dopo il no allo ‘spacchettamento’, procedono i lavori sul ddl Giachetti. Rischio slittamento per l’approdo in Aula
Le commissioni non convergono sull'adozione del ddl Giachetti come testo base. Bocciata la proposta della relatrice della XII commissione, Margherita Miotto (Pd), di 'spacchettare' le disposizioni relative all'uso terapeutico della cannabis. Il ddl viene iscritto nel calendario dell'Assemblea "in quota opposizione" per il 25 luglio. Ma il termine per la presentazione di emendamenti, fissato per il 19 luglio, rischia di far slittare l'approdo in Aula. IL TESTO

L'esame del disegno di legge in materia  di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati, proseguirà sul testo del ddl Giachetti. Dopo la conclusione del ciclo di audizione, iniziato lo scorso 26 maggio, le commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera non sono riuscite a convergere sull'adozione di un unico testo base.
 
Ieri, nel corso dell'esame congiunto delle due commissioni, la relatrice per la XII commissione, Anna Margherita Miotto (Pd), rilevando preliminarmente che, nel corso delle numerose audizioni svoltesi, "è apparso evidente come la proposta di legge a prima firma Giachetti sia considerata, in generale, il testo di riferimento", ha sottolineato come al momento non sussistano le condizioni per convergere su tale proposta come testo base. Miotto ha quindi fatto presente che avrebbe preferito seguire la via dello 'spacchettamento' delle disposizioni relative all'uso terapeutico della cannabis, osservando come questo tipo di distinzione sia emerso chiaramente come "soluzione preferibile" anche a seguito delle audizioni svolte.

In conclusione, pur ribadendo di non condividere nel merito il contenuto della proposta di legge Giachetti, la deputata dem ha dichiarato di rispettare la volontà all'altro relatore di esercitare la facoltà, assicurata ai gruppi di opposizione, di proseguire l'esame in sede referente della predetta proposta, in modo tale da consentirne l'avvio della discussione in Assemblea, prevista a partire dal 25 luglio prossimo. 
 
Daniele Farina (Si-Sel), relatore per la II commissione, ha così spiegato la sua decisione di voler procedere sul testo a prima firma Giachetti: "La proposta sottoscritta trasversalmente da deputati appartenenti a gruppi diversi, affronta temi diversi tra loro proprio al fine di tenere conto della complessità della materia relativa all'utilizzo della cannabis indìca. Per tale ragione, la proposta di legge contiene disposizioni di natura penale così come disposizioni che regolano l'utilizzazione della cannabis per finalità terapeutiche o che prevedono il monopolio di Stato per la coltivazione, lavorazione e vendita della cannabis. Trattandosi di diversi profili che attengono comunque ad una stessa materia, sarebbe un errore grave procedere allo stralcio di alcune norme, 'spacchettando' la proposta di legge. Il dibattito in Assemblea e, di conseguenza, nel Paese deve svolgersi tenendo conto di tutte le questioni complesse relative alla materia dell'utilizzazione della cannabis indìca. Per queste ragioni ritengo che la proposta Giachetti debba essere assunta come testo base, affinché poi possa essere esaminata dall'Assemblea a partire dal 25 luglio prossimo, secondo quanto stabilito dal calendario dell'Assemblea".
 
A questo punto, il presidente della commissione Affari Sociali, Mario Marazziti (Des-Cd), comunicando che la proposta di legge Giachetti verrà iscritta nel calendario dell'Assemblea "in quota opposizione", a partire dal 25 luglio, ha fissato il termine per la presentazione di emendamenti alle ore 12 del 19 luglio. 
 
Le commissioni, a questo punto, avranno dunque meno di una settimana per esaminare tutti gli emendamenti. Il rischio di uno slittamento dell'approdo del testo in Aula appare dunque tutt'altro che improbabile.

14 Luglio 2016

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