Carenza farmaci. “Il Covid ha messo in luce la dipendenza da Paesi terzi. Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento”. La risoluzione del Parlamento UE

Carenza farmaci. “Il Covid ha messo in luce la dipendenza da Paesi terzi. Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento”. La risoluzione del Parlamento UE

Carenza farmaci. “Il Covid ha messo in luce la dipendenza da Paesi terzi. Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento”. La risoluzione del Parlamento UE
Il testo fornisce alcuni dati molto importanti sull’approvvigionamento dei farmaci in Europa, rimarcando che a causa della delocalizzazione della produzione il 40% dei medicinali finiti commercializzati nell'Unione proviene da Paesi terzi, il che si traduce in una perdita di indipendenza dell'Europa sul piano sanitario. "Sostenere la produzione farmaceutica locale per i medicinali di forte interesse terapeutico, dando priorità ai medicinali di interesse sanitario e strategico in stretta cooperazione con gli Stati membri". LA RISOLUZIONE

Il Parlamento UE lo scorso 17 settembre ha approvato una risoluzione sulla carenza dei farmaci. In particolare, il documento indaga le cause profonde del fenomeno ricorrente delle carenze di medicinali, aggravato dalla crisi sanitaria determinata dalla pandemia di Covid-19.

La risoluzione sottolinea come la carenza di medicinali sia una grave minaccia per il diritto alle cure mediche essenziali per i pazienti nell'UE, in quanto provoca disuguaglianze tra i pazienti in base al Paese di residenza e perturbazioni del mercato unico.

Il testo fornisce alcuni dati molto importanti sull’approvvigionamento dei farmaci in Europa, rimarcando che a causa della delocalizzazione della produzione il 40% dei medicinali finiti commercializzati nell'Unione proviene da Paesi terzi, il che si traduce in una "perdita di indipendenza dell'Europa sul piano sanitario".
 
Sebbene l'Europa abbia una solida impronta produttiva, "la catena di approvvigionamento fa ricorso massiccio a subappaltatori all'esterno dell'UE per la produzione delle materie prime in considerazione del costo del lavoro inferiore e della presenza di norme ambientali meno rigorose, facendo sì che dal 60 all'80% dei principi attivi dei medicinali venga fabbricato al di fuori dell'Unione, segnatamente in Cina e in India. Trenta anni fa questa percentuale era pari al 20% e oggi questi due Paesi producono il 60% del paracetamolo, il 90% della penicillina e il 50% dell'ibuprofene di tutto il mondo".

Peraltro, la perturbazione della catena di approvvigionamento globale derivante dalla pandemia di Covid-19" ha messo ancor più in risalto la dipendenza dell'UE dai Paesi terzi nel settore della sanità e la nuova pandemia di coronavirus ha messo in luce anche carenze di dispositivi medici, prodotti medici e dispositivi di protezione".

Il Parlamento invita, pertanto, la Commissione UE ad adottare rapidamente le misure necessarie per "garantire la sicurezza dell'approvvigionamento dei prodotti sanitari, ridurre la dipendenza dell'UE nei confronti dei Paesi terzi e sostenere la produzione farmaceutica locale per i medicinali di forte interesse terapeutico, dando priorità ai medicinali di interesse sanitario e strategico in stretta cooperazione con gli Stati membri".

23 Settembre 2020

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