CdM. Scuola. Recepito ddl Lorenzin. Bando fumo nelle scuole diventa decreto legge

CdM. Scuola. Recepito ddl Lorenzin. Bando fumo nelle scuole diventa decreto legge

CdM. Scuola. Recepito ddl Lorenzin. Bando fumo nelle scuole diventa decreto legge
La decisione nell'ambito del decreto legge approvato oggi dal Governo su università e scuola. Lorenzin: “La prima di una serie di misure per fare delle scuole un luogo di prevenzione”. Cancellato anche il bonus "maturità". Letta: “Il bonus, così, creava disparità che non potevano andare”. Il comunicato di Palazzo Chigi. 

“Con il ministro Carrozza abbiamo concordato una serie di misure sulla lotta al tabagismo che anticipano quanto previsto nel ddl che abbiamo presentato prima dell’estate inserendole in questo decreto legge. Abbiamo anticipato nel provvedimento sia il divieto di fumo in tutti il luoghi pertinenti le scuole, sia le misure di divieto riguardanti la sigarette elettroniche. questo perché ci sembrava corretto rendere operative queste norme all’apertura dell’anno scolastico. I proventi di queste sanzioni verranno reinvestiti nella prevenzione quindi nella lotta al tabagismo”. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha commentato con soddisfazione l'esito dell'odireno Consiglio dei Ministri che ha visto l'approvazione del decreto legge su scuola e università.
 
Riprendendo le norme inizialmente previsti nel Ddl Lorenzin approvato a fine luglio dal Consiglio dei Ministri, il testo odierno – che prevede sanzioni per l'utilizzo delle sigarette elettroniche e l'estensione del divieto di fumo anche per le aree all’aperto di pertinenza delle scuole – è stato inserito nel nuovo Dl per consentire la sua entrata in vigore in concomitanza con l'inizio delle scuole. "E' la prima di una serie di misure tipo interministeriale che stiamo studiando proprio per fare sempre di più della scuola anche un luogo di prevenzione – ha concluso Lorenzin – E di questo ringrazio i ministri che ci stanno aiutando".
 
Non finiscono qui le novità. Neanche il tempo di esordire che, il discusso ‘bonus maturità’, è stato eliminato dal Governo. “L'applicazione della Costituzione sul diritto allo studio è all'inizio del nostro provvedimento. Abbiamo ritenuto che il bonus, così, creasse disparità che non potevano andare", ha spiegato il premier, Enrico Letta. Già nella tornata di test d'ingresso alle facoltà a numero chiuso in corso in questi giorni non si terrà quindi conto del voto conseguito all'esame di Stato. "Era di difficile applicazione e avremmo creato iniquità", ha ammesso lo stesso ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza.
 
 
Infine, il ‘welfare dello studente’: stanziati 15 milioni di euro nel 2014 per "favorire il raggiungimento dei più alti livelli negli studi e il pieno successo formativo degli studenti delle medie e delle superiori”. Il decreto introduce in quest’ottica contributi e benefici in base a tre parametri: l'esigenza di alleggerire la spesa delle famiglie per pasti e trasporti; le condizioni economiche dello studente sulla base dell'Isee; il merito negli studi in base alla valutazione scolastica. Mentre 100 milioni di euro saranno destinati al Fondo per le borse di studio degli studenti universitari.

09 Settembre 2013

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