Certificazioni malattia. Mozione Romani (Gruppo Misto): “Autocertificazione cittadini e sanzioni più leggere per i medici”. Governo pensa a decreto legge

Certificazioni malattia. Mozione Romani (Gruppo Misto): “Autocertificazione cittadini e sanzioni più leggere per i medici”. Governo pensa a decreto legge

Certificazioni malattia. Mozione Romani (Gruppo Misto): “Autocertificazione cittadini e sanzioni più leggere per i medici”. Governo pensa a decreto legge
Prevedere la possibilità per il lavoratore di attestare la propria condizione direttamente all'Inps per assenze inferiori ai 3 giorni ed eliminare l'automatismo tra la sentenza di condanna e la radiazione dall'albo, il licenziamento per giusta causa o la decadenza dalla convenzione con il Ssn. Salute e Giustizia sembrano d'accordo e si fa strada ipotesi di un decreto legge ad hoc. IL TESTO DELLA MOZIONE

"L'obiettivo della mozione depositata in Senato non è quello di aiutare fannulloni e furbi, anzi, tutto il contrario. L'intento è quello di responsabilizzare i cittadini e far sì che i furbi, non avendo più il sostegno del certificato rilasciato dal proprio medico di base, vadano incontro alle conseguenze dei loro comportamenti illeciti". Così il vicepresidente della commissione Sanità del Senato, Maurizio Romani (Gruppo Misto – Movimento X), spiega l'intento della mozione depositata a Palazzo Madama, di cui è il primo firmatario.
 
Una mozione che, come ci ha spiegato, è nata dalle pressanti richieste ricevute dagli Ordini dei Medici e dai medici di base, e che, intervenendo sulla legge Brunetta (Decreto legislativo n. 165/2001), si pone due obiettivi:
Prevedere la possibilità per il lavoratore di attestare la propria condizione direttamente all'Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) ed al datore di lavoro nei casi di assenza dal lavoro, per malattia protratta per un periodo inferiore ai 3 giorni.

– Eliminare l'automatismo tra la sentenza definitiva di condanna e la radiazione dall'albo, il licenziamento per giusta causa o la decadenza dalla convenzione con il Servizio sanitario nazionale, privilegiando un procedimento disciplinare che consenta all'ordine di graduare l'applicazione della sanzione disciplinare.
 
"In questo modo – ci spiega Romani – spingendo per un autocertificazione da parte dei cittadini per le assenze brevi, vogliamo far sì che il medico, che spesso si trova a dover diagnosticare in buona fede patologie difficilmente obiettivabili, non vada a rischiare quanto chi ha dichiarato il falso. Nello specifico, infatti, l'art. 55-quinquies, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, prevede la reclusione da 1 a 5 anni e la multa da 400 a 1.600 euro per il lavoratore che attesti falsamente la propria presenza in servizio o giustifichi l'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia. La stessa pena viene applicata anche al medico".
 
"Tutto questo, inoltre – prosegue Romani – potrà portare anche notevoli risparmi in termini economici in un'ottica di medicina difensiva. Il medico di base potrà così evitare di ricorrere, per autotutelarsi, ad esami inutili per indagare su sintomi riferiti dal paziente e difficilmente verificabili sul piano clinico, cioè con scarse possibilità di accertamento da parte del medico".

Quanto all'iter della mozione, il vicepresidente della XII commissione del Senato ha spiegato di averne già parlato sia con i sottosegretari alla Salute e alla Giustizia, rispettivamente, Vito De Filippo e Enrico Costa, sia con lo stesso ministro della Giustizia, Andrea Orlando. "Proprio con il Ministero della Salute e della Giustizia abbiamo condiviso la necessità di trovare una soluzione a questa problematica – ha detto Romani -. Al momento il testo è stato depositato e incardinato al Senato. C'è però la possibilità che venga adottato dai due dicasteri e trasformato in un decreto legge".

Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

14 Maggio 2015

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