Conferenza Stato-Regioni/3. Il testo del Programma nazionale della ricerca sanitaria 2014-2016

Conferenza Stato-Regioni/3. Il testo del Programma nazionale della ricerca sanitaria 2014-2016

Conferenza Stato-Regioni/3. Il testo del Programma nazionale della ricerca sanitaria 2014-2016
L’intesa sulla ricerca dà spazio ad iniziative progettuali di ricerca biomedica innovativa, includendo, quindi, una verifica/validazione sul paziente di quanto identificato nella parte preclinica. Il 50% delle risorse è riservato a progetto di ricerca applicata, le restanti risorse sono destinate a progetti di ricerca di produzione di nuove conoscenze. IL DOCUMENTO

Il Programma nazionale della ricerca sanitaria 2014-2016, sul quale si è già svolta una riunione tecnica tra Regioni e Ministero dell’Economia, e che verrà discusso nella prossima Conferenza delle Regioni del 16 ottobre, persegue le seguenti finalità.
 
In sintesi nel testo si prevede di: sviluppare conoscenze utili al miglioramento della prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione attraverso studi e sperimentazioni di carattere clinico; valutare la sicurezza, l’efficacia, e i costo-efficacia, di tecnologie e interventi sanitari per cui sussistano significativi margini di incertezza, in particolare gli studi clinici di fase 3 e 4 (ricerca applicata).
 
Altro punto sottolineato nel Pnrs è la valutazione della “qualità dell’assistenza con la specifica finalità di individuare i fattori (professionali, organizzativi e di sistema etc) che la condizionano e/o l’efficacia di interventi finalizzati a migliorarla attraverso l’adozione di innovative modalità di organizzazione, gestione e finanziamento dei servizi, valutandone l’impatto sotto il profilo clinico, organizzativo, economico, oltre che dal punto di vista dei cittadini e dei pazienti (ricerca applicata)”. Inoltre si chiede di “valutare o sperimentare metodologie ed interventi finalizzati a migliorare la comunicazione con i cittadini e con gli utilizzatori dei servizi sanitari ed a promuoverne la partecipazione al miglioramento dei servizi”.
 
C’è attenzione anche per la sicurezza alimentare e il benessere animale, le patologie di origine ambientale, la sicurezza negli ambienti di lavoro e le patologie occupazionali e, infine, si chiede di
“fornire rilevanti elementi informativi sui bisogni assistenziali presenti nelle categorie delle popolazione più deboli sotto il profilo sociale ed economico e sulla capacità dei servizi di soddisfare tali bisogni”.
 
Il documento si conclude ricordando che delle risorse disponibili almeno il 50% è riservato a progetto di ricerca “change promoting” ovvero ricerca applicata; mentre le restanti risorse a progetti di ricerca “theory enhancing”, quindi di produzione di nuove conoscenze.  

13 Ottobre 2014

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