Contratti per i ricercatori. Cimo-Cid contro le Regioni: “Le Regioni sbagliano. La ‘piramide dei ricercatori’ non può essere smantellata o la biomedicina rischia di sparire”

Contratti per i ricercatori. Cimo-Cid contro le Regioni: “Le Regioni sbagliano. La ‘piramide dei ricercatori’ non può essere smantellata o la biomedicina rischia di sparire”

Contratti per i ricercatori. Cimo-Cid contro le Regioni: “Le Regioni sbagliano. La ‘piramide dei ricercatori’ non può essere smantellata o la biomedicina rischia di sparire”
Secondo il sindacato le proposte presentate dalla Conferenza delle regioni sono peggiorative “fino al punto di far mancare al comparto le risorse necessarie alla sua stessa sopravvivenza”. I giovani ricercatori italiani perderanno così l’unica via per costruirsi una carriera basata sul merito e sulla competenza.

La ricerca scientifica in campo biomedico rischia di essere cancellata dal Paese, che perderebbe così un’altra ‘eccellenza’ industriale com’è accaduto per la chimica, per la farmaceutica, per l’informatica.
 
A lanciare l’allarme è Sergio Barbieri, vicepresidente vicario del sindacato dei medici Cimo-Cida, riferendosi al documento della Conferenza delle Regioni che, di fatto, smantella la cosiddetta ‘piramide dei ricercatori’ che pur aveva trovato risorse nelle prime stesure della legge di bilancio 2018.


 


“La ‘piramide dei ricercatori’ che offre prospettive di carriera ai ricercatori degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) – spiega Barbieri – inizialmente era stata inserita e finanziata nella legge di bilancio 2018, per poi essere stralciata e, si era detto, trasferita in appositi emendamenti governativi durante la discussione parlamentare. Ma ora apprendiamo che un documento della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome interviene sulla materia in chiave decisamente peggiorativa, fino al punto di far mancare al comparto le risorse necessarie alla sua stessa sopravvivenza. Ovviamente venendo a mancare lo strumento della ‘piramide’ i giovani ricercatori italiani perderanno l’unica via per costruirsi una carriera basata sul merito e sulla competenza. In questo documento – prosegue il vicepresidente vicario Cimo-Cida – le norme in materia di personale di ricerca degli Irccs pubblici sono molto lontane e nettamente sfavorevoli rispetto a quelle originariamente contenute nella bozza della legge di bilancio.
 
“Ancora una volta si verifica l’ennesima sottovalutazione del contributo della ricerca biomedica in Italia. Stiamo parlando, si badi bene, di una cifra stimata in 80 milioni di euro. La domanda che sorge spontanea è come sia possibile che tra le pieghe della legge di bilancio tutte le spese siano più utili e necessarie di quegli 80 milioni che dovevano garantire l’applicazione della ‘piramide dei ricercatori’ nella sua versione originale? Nel frattempo si continua con la politica degli incentivi distribuiti con criteri che preferiamo non commentare, dai ‘famosi’ 80 euro, ai 500 euro per le spese ‘culturali’ dei diciottenni. Ci ostiniamo a credere che, in sede di discussione parlamentare, ci sia un soprassalto di dignità, se non di lungimiranza politica ed economica, per destinare le risorse necessarie a mantenere in vita un settore nevralgico per la ricerca scientifica in Italia”, conclude Barbieri.

15 Novembre 2017

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