Corruzione sanità. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Fenomeno odioso che erode risorse ai Lea”

Corruzione sanità. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Fenomeno odioso che erode risorse ai Lea”

Corruzione sanità. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Fenomeno odioso che erode risorse ai Lea”
"Profonda amarezza nel constatare che la maglia nera, purtroppo, spetta al Sud e che in particolare la Puglia è, insieme alla Calabria e tra tutte le regioni italiane, quella in cui le aziende sanitarie hanno adottato un piano anti-corruzione tra i meno adeguati al contrasto di un fenomeno odioso". Così il componente della commissione Sanità del Senato commenta il rapporto Censis.

"Il rapporto del Censis ci consegna una fotografia tanto puntuale quanto desolante della corruzione in Italia. Se ne analizziamo la dimensione e l'estensione nel comparto della sanità lo sdegno è ancora maggiore perché il danno è doppio: per le casse dello Stato e per la salute dei cittadini che pagano in prima persona, sulla propria pelle e con la propria tasca la vocazione criminale e l'avidità di gente senza scrupoli che ancora oggi occupa importanti posizioni di controllo. Profonda amarezza nel constatare che la maglia nera, purtroppo, spetta al Sud e che in particolare la Puglia è, insieme alla Calabria e tra tutte le regioni italiane, quella in cui le aziende sanitarie hanno adottato un piano anti-corruzione tra i meno adeguati al contrasto di un fenomeno odioso". Lo dichiara in una nota il componente della commissione Sanità del Senato, Luigi d’Ambrosio Lettieri (Direzione Italia).

"Le pratiche illegali, che trovano terreno tanto più fertile in assenza di trasparenza e in presenza di una selva intricata di leggi e burocrazia, giocano un ruolo determinante anche nell’area sanitaria perché attaccano alle fondamenta l’economia, ma erodono anche servizi essenziali condizionando pesantemente la coesione sociale, perché minano la fiducia dei cittadini nel sistema pubblico. La corruzione – prosegue – produce effetti molteplici: riduce l’accesso ai servizi; peggiora in modo significativo gli indicatori generali di salute; sottrae risorse ai programmi di assistenza. Per tale ragione il contrasto alla corruzione nel settore sanitario costituisce un impegno prioritario per i responsabili delle politiche pubbliche, a cominciare dalle Regioni che devono applicare attraverso le Asl piani anticorruzione efficaci".

"L’approccio alla lotta alla corruzione si pone, dunque, l’obiettivo di aumentare il livello di integrità in tutte le aree della sanità pubblica e privata, anche a difesa della sostenibilità del sistema sanitario. Non bisogna abbassare la guardia, ma anzi rafforzare il sistema di individuazione, di prevenzione e contrasto alle aree di inefficienza e sprechi, nonché ai fenomeni corruttivi che presentano un conto salato di 13 miliardi di euro. Risorse che andrebbero recuperate e destinate prioritariamente all'erogazione dei Lea”, conclude D'Ambrosio Lettieri.

06 Aprile 2017

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