Costi prestazioni sanitarie. Cnb: “Non eticamente giustificata comunicazione al paziente”

Costi prestazioni sanitarie. Cnb: “Non eticamente giustificata comunicazione al paziente”

Costi prestazioni sanitarie. Cnb: “Non eticamente giustificata comunicazione al paziente”
Il Cnb ha risposto al quesito formulato da Balduzzi in merito alla questione della comunicazione ai cittadini, da parte del Ssn, dei costi delle prestazioni sanitarie prevista da una delibera della Lombardia. A maggioranza il Comitato non la ritiene “eticamente giustificata”. Soddisfazione del Ministro

La questione della comunicazione da parte del Ssn ai cittadini relativa ai costi delle prestazioni sanitarie è da considerarsi: “non eticamente giustificata” e può essere ammessa “solo in caso di autorizzazione data dal paziente al momento delle dimissioni o della prestazione ricevuta”. Questa la risposta del Comitato Nazionale di Bioetica al quesito rivolto dal Ministro della Salute Balduzzi l’obbligatorietà delle informazioni ai pazienti sui costi economici delle cure sanitarie, prevista da una delibera della Regione Lombardia.
 
“Il testo della risposta – recita una nota del Cnb – predisposto dai Vice-Presidenti Proff. Lorenzo d’Avack e Laura Palazzani, introduce nella premessa il contesto del problema e analizza i diversi argomenti a favore e contrari alla comunicazione obbligatoria. Su tali basi emerge la posizione del Cnb. La maggioranza dei componenti del Cnb ha ritenuto non eticamente giustificata la comunicazione obbligatoria e imposta al paziente e ammettendola solo in caso di autorizzazione data dal paziente al momento delle dimissioni o della prestazione ricevuta”.
 
Alcuni membri del Cnb “si sono dichiarati a favore della comunicazione obbligatoria, gestita con la dovuta attenzione, quale strumento di trasparenza. Il Cnb si è espresso unanimemente sulla modalità della comunicazione, raccomandando soprattutto che si evitino forme di colpevolizzazione e discriminazioni dei malati, che sia rispettata l’esigenza di riservatezza dei dati personali sullo stato di salute”.
 
“La comunicazione dei costi – raccomanda ancora il Comitato nella nota – non deve essere considerata l’unico strumento per la presa di coscienza da parte del cittadino della spesa sanitaria, ma deve essere inserita nel contesto di una educazione complessiva della società a percepire lo stretto legame tra la salute individuale e la salute sociale, stimolando la presa di coscienza/conoscenza e responsabilizzazione del cittadino rispetto alla prevenzione delle patologie e dei comportamenti a rischio e il contenimento e la proporzionalità delle richieste al sistema sanitario”.
 
Infine il Comitato “auspica che venga garantito ai cittadini/pazienti, nel rispetto della volontà di chi vuole conoscere, l’accesso ad informazioni di carattere sia generale che particolare in merito ai costi sostenuti dal Ssn per le prestazioni ricevute o da erogare”.
 
Per il ministro Balduzzi il Comitato ha fatto bene e “giudica di grande importanza” la riflessione contenuta nella risposta del Cnb alla domanda proposta dallo stesso Ministro “alcuni mesi fa circa l'obbligatorietà delle informazioni ai pazienti sui costi economici delle cure sanitarie, prevista da una delibera della Regione Lombardia”.
 
Per Balduzzi “si tratta di una questione con ricadute sociali di non lieve entità, come nota nel suo parere il Comitato nazionale di bioetica. Il fatto che il Comitato nazionale conclude che sia inopportuna sotto il profilo etico la comunicazione obbligatoria al dimesso dei costi, poteva sembrare una sottovalutazione del carattere solidaristico del Sistema Sanitario Nazionale”.
 
Balduzzi conclude dicendo “avevo chiesto al Comitato proprio una riflessione su questo tema e cioè se le giuste ragioni economiche non siano in questo caso sbilanciate rispetto a quelle di solidarietà. Le raccomandazioni sono il segno della grande sensibilità del Comitato per i caratteri fondanti del Servizio sanitario nazionale. Il malato va curato e responsabilizzato, ma in forme che non costituiscano un disincentivo a curarsi o che mettano ulteriormente a rischio le sue condizioni psicofisiche”.

01 Ottobre 2012

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