Covid. Conte: “Paese diviso in 3 aree con misure differenziate a seconda degli scenari di rischio”. Chiusi centri commerciali nei fine settimana, scuole superiori a distanza e musei chiusi

Covid. Conte: “Paese diviso in 3 aree con misure differenziate a seconda degli scenari di rischio”. Chiusi centri commerciali nei fine settimana, scuole superiori a distanza e musei chiusi

Covid. Conte: “Paese diviso in 3 aree con misure differenziate a seconda degli scenari di rischio”. Chiusi centri commerciali nei fine settimana, scuole superiori a distanza e musei chiusi
Prevista poi la riduzione fino al 50% della capienza dei mezzi di trasporto pubblico. Limite per gli spostamenti da e per le Regioni che presentano elevati coefficienti di rischio, tranne che per motivi di lavoro, salute e necessità. Limitata la circolazione delle persone "in tarda serata". L'inserimento di una Regione in una delle 3 aree di rischio individuate avverrà con un'ordinanza del ministro della Salute. Queste le principali misure del nuovo Dpcm anticipate dal premier durante l'informativa di questa mattina in aula alla Camera. L'INTERVENTO.

L'Italia verrà sudivisa in 3 aree con misure restrittive differenziate a seconda degli scenari di rischio. Prevista poi in tutto il Paese la chiusura dei centri commerciali nei fine settimana, la didattica a distanza per le scuole superiori, la chiusura dei musei, la riduzione fino al 50% della capienza dei mezzi di trasporto pubblico.  
 
E ancora, previsto un limite agli spostamenti da e per le Regioni che presentano elevati coefficienti di rischio, tranne che per motivi di lavoro, salute e necessità. Limitata la circolazione delle persone "in tarda serata". L'inserimento di una Regione in una delle 3 aree di rischio individuate avverrà con un'ordinanza del ministro della Salute.
 
Queste le principali misure del nuovo Dpcm anticipate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante l'informativa di questa mattina in aula alla Camera.
 
Dopo il lungo braccio di ferro durato per tutto il week end, sembra quindi essere passata la linea del Governo che – a differenza delle Regioni che chiedevano le stesse misure su tutto il territorio nazionale – prevede restrizioni diverse e mirate a seconda dei differenti scenari, facendo particolare attenzione in particolare alla circolazione del virus ed ala tenuta dei servizi sanitari nei diversi territori.
 
"Già sabato i dati del monitoraggio settimanale hanno fatto prefigurare nuovo corpus di misure restrittive da dover adottare prima del prossimo 4 novembre. Da qui l'anticipazione delle mie comunicazioni oggi in Parlamento", ha spiegato il premier.
 
"Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcuni territori. L'indice Rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un'altra probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese", ha aggiunto.
 
Poi, rivolgendosi all'opposizione: "Ho prospettato ai leader delle opposizione un tavolo di confronto con il governo, ma al momento questa proposta è stata rifiutata. Se ci fossero ripensamenti posso confermare che la proposta del governo permane immutata e non sottende una confusione di ruoli o sovrapposizione di responsabilità: il governo è consapevole della piena responsabilità di ogni sua decisione", ha concluso Conte.
 
Nel corso della seduta, oltre alla risoluzione di maggioranza, la Camera ed il Senato hanno approvato anche quattro punti della risoluzione presentata dall'opposizione, sono i capoversi 12, 13, 14 e 17, con i quali si impegna l'Esecutivo:
– a tenere in debita considerazione, in sede di adozione delle future misure di contenimento, le esigenze dei pazienti non COVID-19 (e, tra questi, dei pazienti cronici e dei pazienti oncologici), assicurando nei loro riguardi la continuita' assistenziale e la tutela del diritto alla salute, anche attraverso l'attivazione dei servizi di telemedicina.
 
– a garantire una tutela effettiva, da qui fino al termine dell'emergenza, ai lavoratori fragili, alle persone con disabilità (sia essa fisica, sensoriale, relazionale o intellettiva), nonché ai rispettivi familiari e caregiver, assicurando loro un adeguato sostegno economico e assistenziale, anche a livello domiciliare, affinché la progressione della pandemia e l'applicazione delle misure di contenimento non determinino ulteriori regressioni, discriminazioni o isolamenti.
 
– a prevedere interventi mirati e appropriati alle diverse fragilità, al fine di non isolare ulteriormente bambini, ragazzi e persone con disabilità – in particolare intellettive – potenziando in modo adeguato l'assistenza socio-sanitaria domiciliare, nell'ottica di prevenire e assistere in sicurezza, consentendo anche a chi svolge attività domiciliare di usufruire di test rapidi a tutela sia propria che dell'utenza.
 
– a garantire pari opportunità per l'accesso alla didattica a distanza, attraverso l'adozione di ogni iniziativa volta ad assicurare reti accessibili e funzionali, nonche' mettendo a disposizione degli studenti, in comodato d'uso, anche attraverso gli stessi istituti scolastici, dispositivi digitali individuali, per la fruizione delle piattaforme, nonché per la necessaria connettività di rete. 

 
 
G.R.

02 Novembre 2020

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