Covid. Speranza alla Camera: “Senza limitazioni movimenti la convivenza con il virus fallirà. Il personale sanitario non può reggere l’onda d’urto”. Poi all’opposizione: “Basta polemiche”

Covid. Speranza alla Camera: “Senza limitazioni movimenti la convivenza con il virus fallirà. Il personale sanitario non può reggere l’onda d’urto”. Poi all’opposizione: “Basta polemiche”

Covid. Speranza alla Camera: “Senza limitazioni movimenti la convivenza con il virus fallirà. Il personale sanitario non può reggere l’onda d’urto”. Poi all’opposizione: “Basta polemiche”
"Ciascuna regione viene classificata sulla base dell'incrocio tra l'indice di rischio calcolato sulla base dei 21 indicatori, e degli scenari definiti attraverso Rt. I dati del monitoraggio vengono caricati dalle Regioni sul database dell'Iss. Questi vengono poi monitorati dalla Cabina di regia per il monitoraggio di cui fanno parte tre rappresentanti designati da Regioni. Il ministro della Salute si limita a prendere atto del lavoro fatto firmando poi un'ordinanza.Se non fermiamo la curva il personale sanitario non ce la farà a reggere l'urto". Così il ministro della Salute in un'informativa in Aula.

"Senza consistenti limitazioni dei movimenti, un cambio degli abitudini di vita ed il rispetto delle misure di sicurezza, la convivenza con il virus fino al vaccino è destinata ad un clamoroso fallimento. Basta guardare ciò che sta accadendo fuori dai confini. I dati ci dicono che abbiamo fatto bene ad imprimere un'accelerazione alle nostre scelte. Il virus non aspetta la conclusione delle nostre discussioni. Se non lo contrastiamo adeguatamente dilaga. Non possiamo avere incertezze, ma dobbiamo muoverci con determinazione".
 
Così il ministro della Salute Roberto Speranza intervenuto oggi in Aula alla Camera per un'informativa (leggi intervento integrale), chiesta ieri dall'opposizione, per chiarimenti in merito al nuovo Dpcm e, più in particolare, sull'ordinanza che ha disposto restrizioni per alcune Regioni inserite nelle aree rossa ed arancione.
 
Sul punto il ministro ha chiarito che i 21 parametri in base ai quali sono stati individuati gli indici di rischio delle diverse Regioni, sono stati condivisi con le Regioni stesse "già da aprile. Da 24 settimane questi parametri vengono utilizzati senza che una sola Regione abbia eccepito sul modello o sugli esiti".
 
"La Conferenza Regioni – ha ricordato Speranza – ha inoltre approvato già dall'8 ottobre il documento 'Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale' contenente 4 scenari. I dati, lo ricordo, vengono caricati dalle Regioni sul database dell'Istituto superiore di sanità. Questi vengono poi monitorati dalla Cabina di regia per il monitoraggio di cui fanno parte rappresentanti tre rappresentanti designati dalle Regioni".
 
"Come evidente anche ad un non addetto ai lavori, si tratta di un lavoro complesso, di dettaglio. Ciascuna regione viene classificata sulla base dell'incrocio tra l'indice di rischio relativo alla resilienza dei Servizi sanitari regionali (sulla base dei 21 indicatori) e dei 4 scenari definiti attraverso Rt ed il livello di circolazione del virus in determinati territori", ha proseguito.
 
"Questo meccanismo di valutazione, come dicevo, viene elaborato dalla Cabina di regia per il monitoraggio e poi trasmesso ad Iss e Cts. Rispetto a tutto ciò, il ministro si limita solo a prendere atto di questo lavoro e firma un'ordinanza", ha sottolineato Speranza.
 
Poi l'affondo sulle polemiche sollevate nelle ultime 48 ore dall'opposizione e da alcuni presidenti di Regione: "Voglio continuare a pensare ci siano limiti che anche la battaglia politica più aspra non voglia superare. Tantomeno in una crisi sanitaria come questa. Non può essere questo il terreno di una battaglia politica. Basta! Non alimentiamo polemiche dannose. A marzo abbiamo concentrato tutte le nostre forze in alcune aree. Oggi dobbiamo far fronte ad un'emergenza nazionale. E non tutti i territori hanno la stessa forza e resilienza. Non perdiamo tempo in polemiche inutili e faziose. Così fa un Paese forte".
 
Per il prossimo futuro, l'urgenza è quella di investire sulla medicina del territorio. "Il primo punto su cui investire deve essere il territorio, ancora un punto di debolezza in molte aree del Paese. Se non fermiamo la curva il nostro personale sanitario non ce la farà a reggere l'urto. Paghiamo anni di tetto di spesa per il personale Ssn".
 
"Il nostro unico nemico è il virus. Ci aspettano mesi non facili. In primavera, tutti noi insieme, abbiamo dimostrato di essere un grande Paese. Dimostriamolo ancora una volta", ha concluso Speranza.
 

06 Novembre 2020

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