Crisi. Ripartono le trattative tra M5S e PD. Si confermano le aperture sul Conte bis. Ma resta il ‘nodo’ sul ruolo di vicepremier. I dem chiedono un passo indietro a Di Maio. E intanto al Quirinale sono iniziate le consultazioni

Crisi. Ripartono le trattative tra M5S e PD. Si confermano le aperture sul Conte bis. Ma resta il ‘nodo’ sul ruolo di vicepremier. I dem chiedono un passo indietro a Di Maio. E intanto al Quirinale sono iniziate le consultazioni

Crisi. Ripartono le trattative tra M5S e PD. Si confermano le aperture sul Conte bis. Ma resta il ‘nodo’ sul ruolo di vicepremier. I dem chiedono un passo indietro a Di Maio. E intanto al Quirinale sono iniziate le consultazioni
L'accordo sembrava in dirittura di arrivo ieri. Poi la frenata nella notte. Il confronto a Palazzo Chigi tra Di Maio, Zingaretti, Conte e Orlando, durato 4 ore, aveva riacceso le divergenze. In mattinata è arrivato brusco stop alle trattative, con i pentastellati che lamentavano la mancata apertura ufficiale da parte del PD alla conferma di Conte premier. Ma nel pomeriggio il clima torna a rasserenarsi. Superato lo scoglio premier, ora il 'nodo' da sciogliere resta quello sul ruolo di vicepremier. Di Maio vorrebbe mantenere il posto, ma i dem chiedono per loro la vicepresidenza unica

A meno di 24 ore dalle consultazioni decisive al Quirinale proseguono le trattative tra M5S e PD in un continuo susseguirsi di aperture e bruschi stop. Ieri sera l'accordo tra le due compagini sembrava ormai fatto. La quadra sembrava essersi trovata con una conferma di Giuseppe Conte alla presidenza del Consiglio dei Ministri e diversi ministeri di 'peso' al PD, oltre al via libera su buona parte dei punti programmatici usciti dai Nazareno.
 
“Siamo al lavoro ma c'è ancora molto da fare su contenuti e programma”. Parole, quelle che arrivano da fronte PD dopo 4 ore di confronto notturno con il M5S, che smorzavano l’ottimismo di poche ore prima sull'intesa raggiunta. Al vertice notturno a Palazzo Chigi, oltre Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti, c’erano il premier Giuseppe Conte e il vicesegretario PD Andrea Orlando.

Tra i problemi emersi nel vertice notturno, la manovra 2020, ma anche la conferma di Conte a Palazzo Chigi non data più per scontata da parte del PD. Il clima si fa più teso e le dichiarazioni si inaspriscono. Il Pd riferisce che non si è parlato di nomi, è un problema di programmi, a partire dalla prossima manovra economica. Ma i 5 Stelle accusano i Dem di avere parlato solo di ministeri e non di programmi, lasciando ancora peraltro in sospeso il via libera a Conte.

Questa mattina, poi, arriva un brusco stop alle trattative da parte dei pentastellati, irritati per la mancata apertura ufficiale da parte dei dem sulla conferma di Conte premier. L'intesa tra le due compagini sembrava ormai saltata del tutto e tornava con forza l'ipotesi di un ritorno alle urne.
 
Ma, a quel punto, un nuovo colpo di scena nel pomeriggio con un clima tra M5S e PD che torna a distendersi e nuove aperture da parte del Nazareno sul Conte bis. Ma i problemi restano. Il 'nodo' principale da sciogliere a questo punto è quello della vicepresidenza. I dem, ritenendo Conte un premier espressione del M5S chiedono per loro la vicepresidenza unica. In ballo per la poltrona ci sarebbero sia Andrea Orlando che Dario Franceschini.  Di contro, Di Maio rifiuta il passo indietro e vorrebbe tenere per sé quel ruolo.
 
Il tempo stringe. Domani alle 16 sarà il PD per primo a dover salire al Colle per le consultazioni. Al momento il cielo su Roma sembra tornare a rasserenarsi. Ma la burrasca resta sempre dietro l'angolo.

27 Agosto 2019

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