Croce Rossa. Piazzoni (Sel) e Miccoli (Pd): “Con privatizzazione a rischio centinaia di posti di lavoro”

Croce Rossa. Piazzoni (Sel) e Miccoli (Pd): “Con privatizzazione a rischio centinaia di posti di lavoro”

Croce Rossa. Piazzoni (Sel) e Miccoli (Pd): “Con privatizzazione a rischio centinaia di posti di lavoro”
Per i due deputati il decreto che prevede la privatizzazione dell'Ente continua a far "sorgere dubbi" sulla sorte dei lavoratori, "necessari a garantire lo svolgimento dei servizi pubblici essenziali". "Abbiamo chiesto ai Ministri competenti l’emanazione del decreto ministeriale e la convocazione di un tavolo con i sindacati".

“Il procedimento di privatizzazione della Croce Rossa Italiana sta mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro, in gran parte necessari a garantire lo svolgimento di servizi pubblici essenziali. Il Governo intervenga per garantire i diritti dei lavoratori e la qualità dei servizi”. È quanto dichiarato dai deputati Ileana Piazzoni (Sel) e Marco Miccoli (Pd) riguardo alla trasformazione della Croce Rossa in associazione privata.

“Il decreto che ha previsto la privatizzazione dell’ente ha suscitato sin dal principio forti perplessità in riferimento ai diritti e alle garanzie del personale in servizio nelle diverse componenti. L’ultimo intervento normativo in materia non ha contribuito a chiarire la questione, facendo soltanto sorgere ulteriori dubbi sulle sorti dei lavoratori – proseguono i deputati -. L’incertezza nell'applicazione della normativa e il ritardo nell'emanazione del decreto che doveva stabilire le nuove modalità organizzative e gestionali potrebbe provocare una forte disparità di trattamento tra lavoratori assunti mediante concorso pubblico e con gli stessi requisiti".
 
"Come denunciato dalle organizzazioni sindacali, la mancanza di chiarezza nell'applicazione della legge sta legittimando comportamenti contraddittori e difformi nei diversi comitati locali. Si riscontrano licenziamenti anche laddove i dipendenti avevano ottenuto la stabilizzazione, contratti rinnovati per un numero di ore inferiore rispetto a quelle finora svolte, proseguimento di rapporti lavorativi secondo forme contrattuali interinali e di somministrazione. Per questo motivo abbiamo chiesto ai Ministri competenti l’emanazione in tempi celeri e certi del decreto ministeriale e la convocazione di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali – concludono Piazzoni e Miccoli -. Riteniamo sia necessario prorogare tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato fino a quando non verrà raggiunta una posizione chiara sulla sorte di questi lavoratori”. 

15 Gennaio 2014

© Riproduzione riservata

Lea 2024: il Nord guida e il Sud insegue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classifica
Lea 2024: il Nord guida e il Sud insegue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classifica

Sono Veneto, Emilia-Romagna e Toscana le realtà con le migliori performance complessive nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza nel 2024. In fondo alla graduatoria si collocano invece Calabria, Molise e...

Schillaci: “Fentanyl rubato? Spia accessi in Pronto soccorso. Ma l’Italia è pronta, vigilanza massima”
Schillaci: “Fentanyl rubato? Spia accessi in Pronto soccorso. Ma l’Italia è pronta, vigilanza massima”

"Le eventuali accessi in pronto soccorso dovuti all'abuso di fentanyl sono il dato-spia per capire se quanto sottratto all'ospedale Israelitico di Roma finirà sul mercato italiano degli stupefacenti, e fino...

Riforma farmaceutica. Stretta sulle concentrazioni delle proprietà delle farmacie, più aderenza terapeutica e supporto alle aree interne
Riforma farmaceutica. Stretta sulle concentrazioni delle proprietà delle farmacie, più aderenza terapeutica e supporto alle aree interne

La riforma farmaceutica prende forma attraverso una serie di interventi mirati sul testo della legge delega. Dopo un gran numero di bocciature nelle settimane precedenti, nella giornata di ieri la...

Piani di rientro. Agenas: “Dopo quasi vent’anni mancano ancora regole condivise per l’uscita”. La maggior parte delle Regioni resta sotto monitoraggio
Piani di rientro. Agenas: “Dopo quasi vent’anni mancano ancora regole condivise per l’uscita”. La maggior parte delle Regioni resta sotto monitoraggio

A quasi vent'anni dall'avvio dei piani di rientro della sanità regionale, manca ancora un elemento fondamentale del sistema: regole condivise per stabilire quando una Regione possa considerarsi definitivamente fuori dal...