Cure Staminali. Al Senato stralciata dal decreto Balduzzi la parte sulle terapie avanzate

Cure Staminali. Al Senato stralciata dal decreto Balduzzi la parte sulle terapie avanzate

Cure Staminali. Al Senato stralciata dal decreto Balduzzi la parte sulle terapie avanzate
L’Aula di Palazzo Madama ha approvato il parere della Commissione speciale sul decreto recante disposizioni urgenti in materia sanitaria. Ieri la Commissione aveva sancito la mancanza di requisiti di urgenza e necessità del comma 1 dell'art.2 del decreto riguardante il regolamento ministeriale. Ma Balduzzi rassicura i malati: “le cure già iniziate possono proseguire”.

Con 252 voti favorevoli, 17 contrari e 1 astenuto, l’Aula ha del Senato ha approvato il parere espresso dalla Commissione speciale sul ddl n. 298 di conversione del decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia sanitaria che riteneva incostituzionale.
 
Esce dunque dal decreto il comma 1 dell’articolo 2 (Impiego di medicinali per terapie avanzate preparati su base non ripetitiva e impiego terapeutico dei medicinali sottoposti a sperimentazione clinica) riguardante il regolamento ministeriale per l’utilizzazione di terapie avanzate.
 
La decisione dell’Aula del Senato di oggi è il frutto del lavoro di ieri in Commissione speciale dove Pdl e Lega, seguite poi da Pd e M5S,  hanno avanzato il dubbio di incostituzionalità sul decreto.
 
Infatti secondo la senatrice Cinzia Bonfrisco (Pdl) e il senatore Stefano Candiani (Lega) il comma 1 dell’articolo 2 del decreto che attribuisce al ministro della Salute il compito di stilare un regolamento che disciplini “l’impiego di medicinali per terapie avanzate, preparati su base non ripetitiva e impiego terapeutico dei medicinali sottoposti a sperimentazione clinica” non ha i requisiti di necessità e urgenza indispensabili per poter ricorrere allo strumento del decreto.
 
Per questo, sempre secondo la senatrice del Pdl, non deve essere un regolamento ministeriale ma il Parlamento a entrare nel merito delle procedure per le terapie avanzate.
 
II ministro della Salute, Renato Balduzzi, presente nel corso dell’esame si è detto disponibile a “a studiare una diversa soluzione normativa, qualora la Commissione ritenesse il comma 1 dell'articolo 2 privo dei requisiti straordinari di necessità e di urgenza”.
 

 
Balduzzi, preso atto del voto della Commissione, ha fatto sapere che “la parte del decreto sulle cure con cellule staminali ha una sua completezza interna quindi vengono fatte salve nel nostro provvedimento le situazioni in cui le cure sono già iniziate, possono proseguire a patto che ci siano le garanzie mediche e siano previste le cautele necessarie a dare sicurezza ai cittadini. Ma nel momento in cui si prevede una deroga per queste situazioni è ancor più necessario avere un quadro normativo a regime in modo che i cittadini possano sottoporsi a terapie in strutture idonee e in modo che si capisca la reale efficacia delle cure comunicando gli esiti agli organismi competenti come l'Aifa o l'Istituto superiore di sanità che hanno il compito di esaminare i risultati e fornire la loro valutazione. Tutto questo fa parte dell’operazione realizzata con il decreto legge, quindi dopo la decisione della commissione prendo atto della volontà del Parlamento di farsi carico del problema ma in sede di conversione del decreto legge dovranno tenere conto della necessità di dare garanzie ai cittadini e io vigilerò affinché ciò accada e denuncerò ogni tentativo diverso”.
 
Secondo quanto annunciato dal presidente, Pietro Grasso, il decreto sanità sarà esaminato dall'Aula del Senato mercoledì 10 aprile, intanto oggi dopo una breve trattazione la Commissione ha fissato per lunedì 8 aprile alle ore 18 il termine per la presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno. 

03 Aprile 2013

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