Ddl concorrenza. Assogenerici: “Ennesimo stop a misure anti-patent linkage. Italia ultima in UE a consentire queste pratiche”

Ddl concorrenza. Assogenerici: “Ennesimo stop a misure anti-patent linkage. Italia ultima in UE a consentire queste pratiche”

Ddl concorrenza. Assogenerici: “Ennesimo stop a misure anti-patent linkage. Italia ultima in UE a consentire queste pratiche”
Questo il commento del presidente Enrique Häusermann dopo la bocciatura in commissione Industria di tre emendamenti tesi ad eliminare il meccanismo del patent linkage. "Chiediamo il rispetto della normativa europea che impone all’Aifa di non tener conto della durata dei brevetti nelle procedure regolatorie e di rimborso, poiché questa materia è di carattere privatistico e dovrebbe, quindi, restare esclusivo appannaggio della giustizia ordinaria".

“La Commissione Industria del Senato- dichiara Enrique Häusermann, Presidente di Assogenerici, a commento dell’esito dei lavori della Commissione –  ha bocciato ieri pomeriggio i tre emendamenti presentati al ddl concorrenza tesi ad eliminare il meccanismo del patent linkage. L’Italia resta così l’ultima nazione in Europa a consentire queste pratiche volte a ritardare l’ingresso dei farmaci equivalenti sul mercato, con i conseguenti mancati risparmi in termini di denaro pubblico”.

"Gli italiani devono sapere – prosegue Häusermann – che il Ssn potrebbe continuare a pagare più degli altri paesi europei. Un onere aggiuntivo e ingiustificato, dovuto al permissivismo della legislazione italiana nei confronti dell’uso distorto dei diritti di privativa industriale. Amareggiano le dichiarazioni del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, espresse ieri in Commissione Industria, in merito all’asserita illiceità della rimborsabilità di un farmaco a carico del servizio sanitario prima della scadenza del brevetto".
 
"Ancora una volta non si comprende che qui non si sta discutendo di consentire alcuna illiceità. Assogenerici, come più e più volte ribadito, non intende assolutamente depotenziare la normativa sulla tutela della proprietà industriale, bensì chiede il rispetto della normativa europea che impone all’Aifa di non tener conto della durata dei brevetti nelle procedure regolatorie e di rimborso, poiché questa materia è di carattere esclusivamente privatistico e dovrebbe, quindi, restare esclusivo appannaggio della giustizia ordinaria. Il nostro ordinamento, invece – conclude – per ragioni strettamente privatistiche e industriali, continua a imporre lacciuoli ingiustificati all’attività dell’Agenzia regolatoria, che come organismo pubblico e indipendente dovrebbe operare con l’unico obiettivo di garantire efficacia, sicurezza e sostenibilità alle terapie a disposizione dei cittadini italiani".


 


Lorenzo Proia

03 Agosto 2016

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