Ddl Lorenzin. Silvestro (PD): “Testo migliorabile. Tutte le professioni siano messe sullo stesso piano”

Ddl Lorenzin. Silvestro (PD): “Testo migliorabile. Tutte le professioni siano messe sullo stesso piano”

Ddl Lorenzin. Silvestro (PD): “Testo migliorabile. Tutte le professioni siano messe sullo stesso piano”
"Il ministro ha voluto dare un segnale forte sulla ferma intenzione da parte del Governo di portare a compimento un percorso che si è più volte arenato nel passaggio tra una legislatura e l’altra". Così la senatrice Annalisa Silvestro (che è anche presidente dell'Ipasvi), ha commentato il testo approvato lo scorso venerdì in Cdm.

Sul riordino delle professioni sanitarie si discute da tempo. Sono passati infatti più di sette anni da quanto la legge 43 ha cercato di disciplinare in modo organico il settore, ma senza risultati. Ogni tentativo di riordino si è infatti arenato nel fine corsa delle ultime legislature. Ora una norma contenuta nel Ddl Lorenzin e ben quattro proposte di legge sul tavolo delle Commissione Igiene e Sanità in Senato ritornano prepotentemente sulla materia. Sull’argomento abbiamo ascoltato la senatrice Pd Annalisa Silvestro, nonché presidente della Federazioni nazionale dei Collegi degli infermieri. Nell’attesa di capire quale sarà la strada che la riforma delle professioni sanitarie imboccherà, l’auspicio della senatrice è “che tutte le professioni siano messe sullo stesso piano”.
 
 
Senatrice Silvestro, il Ddl Lorenzin interviene anche sul fronte del riordino delle professioni sanitarie. Una materia sulla quale state lavorando da tempo, tant’è che dovrebbe essere in dirittura d’arrivo un testo unico che raccoglie quattro proposte di legge ad hoc, una delle quali la vede come firmataria. Due percorsi differenti con un unico obiettivo. Quali le differenze?
Non ci sono grandi differenze tra quando contenuto nelle nostre proposte di legge e il Ddl approvato dal Governo. Il ministro Lorenzin ha sempre avuto ben presente il grande impegno che la commissione Igiene e Sanità ha assunto in merito al riordino delle professione sanitarie, tra l’altro un impegno bi-partisan che ha visto centro destra e centro sinistra alleati e molto attenti nel portarlo avanti. Il ministro ha quindi presentato una sua proposta per dare un segnale forte sulla ferma intenzione da parte del Governo di portare a compimento un percorso che si è più volte arenato nel passaggio tra una legislatura e l’altra. E l’approvazione in Cdm lo ha dimostrato.
 
Quali saranno ora le prossime mosse? Si può ipotizzare la presentazione di un emendamento al provvedimento Lorenzin, oppure pensare ad un recepimento nel testo unico della norma contenuta nel Ddl?
Domani in Commissione, nell’ambito del gruppo ristretto, lavoreremo per portare ad unitarietà i quattro disegni di legge, ma sicuramente uno dei temi in agenda sarà anche il Ddl Lorenzin. Sulla base delle diverse valutazioni decideremo qual è il percorso migliore da intraprendere, anche in stretta relazione con il ministro. Immagino che questo argomento verrà ricalendarizzato a settembre. Quindi avremo tempo. In ogni modo auspico che la parte sulla questione ordinistica possa essere migliorata.
 
A che miglioramenti pensa?
L’auspicio è che venga ripreso quello che era l’elemento di fondo della mia proposta, vale a dire che tutte le professioni siano messe sullo stesso piano. Non si capisce perché nella formulazione del testo si parte con le professioni più antiche per poi inserire in fondo le professioni con profilo. Mi piacerebbe che si parlasse contemporaneamente di tutte. Capisco che il ministro ha formulato l’articolo in questo modo per dare continuità a un discorso pregresso. Vedremo.

29 Luglio 2013

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