Ddl professioni sanitarie. Sì unanime della commissione Senato

Ddl professioni sanitarie. Sì unanime della commissione Senato

Ddl professioni sanitarie. Sì unanime della commissione Senato
Il ddl, che ora passerà ora all’esame dell’Aula del Senato, prevede l'istituzione degli Ordini e gli Albi delle professioni sanitarie, infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione. D’Ambrosio Lettieri (Pdl): “Chiara dimostrazione della vera posizione del Parlamento in materia di Ordini professionali” che “quando non esistono vanno istituiti e se esistono - ma la loro fonte normativa è obsoleta - vanno ammodernati in una direzione che ne rilanci il ruolo”.

La commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama ha licenziato nel tardo pomeriggio di ieri il testo del ddl che istituisce gli Ordini e gli Albi delle professioni sanitarie, infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione. Un risultato che arriva dopo oltre due anni di lavori parlamentari e che interesserà oltre 800 mila operatori professionali che entreranno così a far parte di circa 20 nuovi Albi e Ordini professionali.
“Una giornata da ricordare nel calendario dell'attività parlamentare”, ha commentato il segretario della commissione Igiene e Sanità, Luigi D’Ambrosio Lettieri (Pdl), che sottolinea come la nuova normativa darà finalmente un Ordine rappresentativo a quelle professioni sanitarie che, “pur essendo riconosciute come di assoluto rilievo, erano tuttavia rimaste orfane, sino ad oggi, di un organismo di riferimento con valenza pubblica. Mi riferisco in particolare alle professioni infermieristiche e ostetriche, della riabilitazione e della prevenzione”.
Secondo D’Ambrosio Lettieri, inoltre, dopo le polemiche sull’ipotesi di emendamento alla manovra per la liberalizzazione delle professioni, l’approvazione unanime del ddl dimostra “chiaramente la vera posizione del Parlamento in materia di Ordini professionali. Innanzitutto – ha osservato il senatore – gli Ordini servono, quando non esistono vanno istituiti e se esistono – ma la loro fonte normativa è obsoleta – vanno ammodernati in una direzione che ne rilanci il ruolo pubblicistico svolto a beneficio della comunità. I cittadini, infatti, sono garantiti, attraverso le funzioni di questi Enti, in merito all' appropriatezza, alla efficienza e alla economicità delle prestazioni professionali, nonché al rispetto delle norme deontologiche”.
D’Ambrosio Lettieri sottolinea come “il disegno di legge – che adesso dovrà essere calendarizzato per l’aula del Senato – contribuisca ad allontanare ombre e sospetti relativi alla natura corporativistica e autoreferenziale degli Ordini e consegna al Paese, terminato  l'iter legislativo, una normativa moderna e chiara che garantisce trasparenza, accesso al voto, tutela delle minoranze e che contrasta l'abusivismo”.
“Compiuto questo passo importante che era atteso da tempo da parte della estesa platea dei circa 800.000 professionisti interessati – stigmatizza il segretario della Commissione – si deve procedere ora con analogo spirito e con le medesime premesse a riformare gli  Ordini delle professioni sanitarie tradizionali (medici, farmacisti e veterinari). Queste dovrebbero trovare adeguata risposta alle legittime aspettative di ammodernamento attraverso la delega al Governo  prevista dall'art. 6 del ddl 4274 (sperimentazione clinica)  già approvato dalla 12ma Commissione della Camera ed in calendarizzazione per i lavori d'Aula”.
“Sarà necessaria una particolare attenzione – conclude D’Ambrosio Lettieri – per  assicurare un puntuale coordinamento dei testi legislativi dei due provvedimenti al fine di evitare contraddizioni normative e problemi interpretativi”.
 

03 Agosto 2011

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