Ddl Semplificazioni. Le Regioni frenano sui nuovi servizi in farmacia

Ddl Semplificazioni. Le Regioni frenano sui nuovi servizi in farmacia

Ddl Semplificazioni. Le Regioni frenano sui nuovi servizi in farmacia
Presentate alcune proposte di modifica al disegno di legge. Sì ai test in farmacia (tranne che quelli per il contrasto all’antibiotico resistenza), alla telemedicina e alla scelta del medico di famiglia. Ma sui vaccini agli over 12 viene dato l’assenso solo ad antinfluenzale e anti Covid. IL DOCUMENTO

Solo vaccini antinfluenzali e anti Covid per gli over 12 e no ai test per il contrasto all’anti-microbico resistenza nelle farmacie. Sono queste alcune delle proposte emendative delle Regioni al Ddl Semplificazioni il cui parere previsto in Conferenza Unificata è stato rinviato proprio per dare tempo al Governo di esaminare le richieste di modifica. Sì però a tutti gli altri test, alla telemedicina e alla scelta del medico di famiglia.

“Le riforme del SSN – si legge nel documento delle Regioni, a partire dalla sua istituzione, hanno posto al centro di tutte le strategie di prevenzione e di tutela della salute pubblica il Dipartimento di Prevenzione. L’attuazione di azioni appropriate, coordinate e costo-efficaci è elemento imprescindibile anche per la sostenibilità generale del Servizio Sanitario Nazionale”. E nello specifico per le Regioni “la formulazione del testo però evidenzia diverse criticità: in primis non richiama l’attività del Dipartimento di prevenzione e compromette, pertanto, il suo ruolo di governance degli interventi di sanità pubblica. Le Farmacie dei Servizi rappresentano un’opportunità ma l’erogazione di prestazioni legate al controllo delle malattie infettive (es. vaccinazioni e test per antimicrobico resistenza) deve essere definita all’interno di perimetro chiaro e sulla base degli obiettivi predefiniti a tutela della salute della collettività e del singolo cittadino. In tal senso il non coinvolgimento degli attori in prima linea sul SSN in ambito della prevenzione, nella stesura di tale provvedimento, alimenta la “polverizzazione” della prevenzione stessa”.

Per quanto riguarda l’erogazione dei farmaci ai pazienti in assistenza residenziale e Semiresidenziale prevista dal Ddl le Regioni poi sottolineano “che essa è già garantita dalle Aziende sanitarie ai sensi della L.405/2001 che assicurano l’erogazione diretta di farmaci e dispositivi medici inseriti nel prontuario aziendale, con un controllo di spesa e appropriatezza. La DPC porterebbe solo costi aggiuntivi senza nulla aggiungere alla qualità del servizio. Lo stesso vale per i pazienti in assistenza domiciliare che ricevono attualmente dalle Aziende sanitarie, insieme ai farmaci e dispositivi anche l’assistenza medica e infermieristica correlata alla terapia: la DPC comporterebbe costi aggiuntivi rischiando di peggiorare la qualità del servizio offerto”.

Inoltre, per le Regioni “la previsione di una distanza tra locali esterni di una farmacia ove vengono svolti i servizi sanitari propri della c.d. “Farmacia dei servizi” e le altre farmacie e locali esterni di altre farmacie non inferiore a 200 metri, pare contrastare con il Protocollo Nazionale tra il Governo e Rappresentanze sindacali delle farmacie di comunità non prevede alcuna distanza di 200 metri, ma, semplicemente, stabilisce che i locali esterni a ciò adibiti ricadano nella pianta organica delle farmacie e può comportare una limitazione per le farmacie nell’erogazione dei servizi sanitari puntualmente previsti dalla normativa statale di riferimento con conseguente limitazioni anche per il cittadino in termini di accesso a detti servizi e oneri, sia sotto il profilo amministrativo che sotto il profilo economico per le Aziende ULSS, responsabili del procedimento di autorizzazione dei locali correlati alla gestione di ricorsi promossi dalle farmacie che intendono sostenere il mancato rispetto della distanza a tutela dei propri interessi”.

25 Luglio 2024

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