Ddl Stabilità. Intervista a Binetti (Udc): “Non colpire sanità e sociale. Si tagli altrove”

Ddl Stabilità. Intervista a Binetti (Udc): “Non colpire sanità e sociale. Si tagli altrove”

Ddl Stabilità. Intervista a Binetti (Udc): “Non colpire sanità e sociale. Si tagli altrove”
Per la relatrice al Ddl in Commissione Affari Sociali, Paola BInetti, Udc, la copertura per scongiurare il taglio di 600mln alla sanità e per trovare i fondi per la non autosufficienza, oltre che nelle poste già individuate va trovata operando in altri comparti. La Bilancio ne tenga conto.

La Commissione Affari Sociali ha concluso ieri l’esame del Disegno di legge Stabilità. Tre giorni di lavori alla fine dei quali sono stati approvati una serie di emendamenti che oltre a cancellare il taglio di 600 milioni per la sanità nel 2013, intendono tutelare la non autosufficienza, le politiche giovanili e quelle per la famiglia. Il perché di questa “visione” sociale la spiega Paola Binetti, UdcpTp, relatrice in Commissione sul disegno di legge: “Noi veniamo – ci ha detto la Binetti – da un dibattito piuttosto impegnativo, la settimana scorsa, sul decreto Balduzzi che riguardava più specificamente la tutela della salute quasi come volano dello sviluppo del Paese. In questo secondo provvedimento abbiamo concentrato maggiormente le nostre energie sul sociale raccomandando esplicitamente che nulla si togliesse di quanto si era deciso con il decreto Balduzzi perché il rischio vero è che il governo dia con una mano e poi, a stretto giro di vite, tolga con l’altra”.
 
Onorevole Binetti, dunque attenzione al sociale per i motivi che ha spiegato, quali sono le condizioni che avete posto al governo?
La prima, come condizione per l’appoggio al governo, è la reintroduzione del fondo per la non autosufficienza. Siamo una società che invecchia e corriamo il rischio che gli anziani o i non autosufficienti non abbiamo chi si prenda cura di loro. Il secondo punto determinante per la Commissione riguarda le cooperative di tipo assistenziale. In questo la proposta del governo aveva previsto un aumento dell’Iva dal 4 al 10%. Lei capisce che un aumento di questa natura corre il rischio di scompensare la vita e quei minimi margini di sopravvivenza che hanno le cooperative di natura assistenziale. La nostra condizione è che se l’Iva non torna al 4% che sia almeno vistosamente ridotta.
 
E in più attenzione anche alle politiche per la famiglia.
Si, perché non si possono identificare le politiche sociali con quelle per la famiglia e non si possono ridurre le politiche della famiglia esclusivamente alle politiche sociali. Il nostro obiettivo in questo disegno di legge sul bilancio e la stabilità, per quanto di nostra competenza, quanto attiene alle famiglie sotto il profilo sociale. Questo è stato il nostro obiettivo.
 
Adesso i vostri emendamenti vanno all’attenzione della Bilancio. Teme la scure?
La bilancio potrebbe bocciare i nostri emendamenti. In questo caso noi abbiamo un’altra possibilità che è quella di ripresentarli in Aula o quella di far pesare una non approvazione. E in Commissione molti parlamentari si sono espressi in questo senso.
 
Voi legate il voto favorevole al Ddl stabilità all’approvazione delle vostre proposte?
Si, perché è importante sottolineare che nel sociale il criterio del saldo interno corre il rischio di tradursi in una contrapposizione tra persone che non hanno risorse per reagire e per difendersi. E se è accettabile una politica di revisione di conti che metta ordine nel bilancio, non è accettabile che la messa in ordine dei conti abbia una prezzo sociale così pesante sulle fasce più deboli e più fragili della popolazione.
 
Il governo si è detto comunque disponibile ad accettare proposte migliorative al testo.
Però c’è da fare una piccola sottolineatura da fare: quando in un disegno di legge di stabilità si operano dei tagli così cospicui in tutto il comparto e poi ci si chiedono delle modifiche mi sembra che si cerchi di instaurare un sorta di guerra tra poveri perché è vero che io posso salvare i fondi per i minori ma lo posso fare sottraendoli magari ai non autosufficienti e allora chiediamo che la Commissione Bilancio faccia uno sforzo concreto e positivo per individuare da altri comparti fondi per sostenere le politiche sociali.

26 Ottobre 2012

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