Decreto appropriatezza. Fimp: “Perplessi. Pochi passi avanti rispetto alla prima bozza”

Decreto appropriatezza. Fimp: “Perplessi. Pochi passi avanti rispetto alla prima bozza”

Decreto appropriatezza. Fimp: “Perplessi. Pochi passi avanti rispetto alla prima bozza”
Il presidente Chiamenti “esprime perplessità in merito all’ultima versione del decreto” ed evidenzia che “non sembrano essere stati fatti passi significativi rispetto alla riunione precedente nella quale la Pediatria di Famiglia aveva avanzato alcuni suggerimenti migliorativi rispetto alla proposta ministeriale”.
 

Anche i pediatri Fimp si schierano contro il Dm sull’appropriatezza prescrittiva. “E’ necessario – commenta Giampietro Chiamenti, Presidente della Fimp – che scelte di tale importanza e rilevanza, destinate a incidere profondamente nella quotidianità di molti professionisti, siano fatte insieme ai medici, come del resto anche il Ministro Lorenzin aveva dichiarato l’estate scorsa”.
 
“Ad oggi, ad esempio, – rileva Chiamenti – non sono chiari i meccanismi sanzionatori e le modalità con le quali saranno applicati e questo preoccupa non poco la Fimp. Per quanto riguarda in particolare la Pediatria, non si può ancora una volta non sottolineare quanto è proposto nel documento in merito alla prescrizione degli esami allergologici, demandati ad una preliminare visita allergologica o dermatologica. Il risultato sarebbe allungare ulteriormente liste di attesa che sono già tra le più lunghe, soprattutto se ci si riferisce a pazienti in età pediatrica”.
 
Per queste ragioni Fimp ribadisce che “il Pediatra di Famiglia, principale specialista per tutta l’assistenza nell’età evolutiva ed appositamente formato per questo, deve essere messo nella condizione di esercitare al meglio il proprio ruolo di governo clinico e di diagnosi e cura, senza dover ricorrere ad interventi di secondo livello. Per realizzare questo, lo specialista pediatra deve poter accedere a quegli esami allergologici di primo livello, quando addirittura non è egli stesso ad effettuarli nel proprio studio, che evitino un ricorso incongruo ad altri specialisti. In questo modo si evita di intasare liste di attesa già pesanti che costituiscono disservizi per i pazienti e per il sistema sanitario. Questa è la direzione da prendere secondo la Fimp se si vuole perseguire una vera appropriatezza prescrittiva e soprattutto un risparmio di risorse. La Fimp si augura che finalmente questo suo contributo sia accolto nella stesura definitiva del documento, al fine di apportare un miglioramento all’assistenza pediatrica garantita dal Ssn ed evitando che l’allungamento delle liste di attesa incentivi il ricorso all’assistenza privata”.

23 Settembre 2015

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