Decreto Balduzzi. Assobiomedica: “Proroga blocco pignoramenti è batosta”

Decreto Balduzzi. Assobiomedica: “Proroga blocco pignoramenti è batosta”

Decreto Balduzzi. Assobiomedica: “Proroga blocco pignoramenti è batosta”
L’emendamento all'articolo 6, approvato giovedì scorso su proposta dei relatori, che proroga di un anno il blocco dei pignoramenti per le regioni sotto piano di rientro secondo Assobiomedica è l’ennesimo colpo alle imprese fornitrici del Ssn già duramente tartassate da tempi di pagamento.

“La proroga di un anno del blocco dei pignoramenti per le regioni sotto piano di rientro rappresenta un’altra batosta per le imprese fornitrici del Servizio sanitario nazionale, già duramente tartassate da tempi di pagamento che non hanno riscontro nei principali Paesi europei. Misure come questa, contenuta in un emendamento del decreto Balduzzi, non fanno che ostacolare la crescita del Paese, rallentando lo sviluppo di un’industria già penalizzata dalla spending review e dai ritardi nei pagamenti delle altre regioni”.
 
Stefano Rimondi, Presidente di Assobiomedica, sull’emendamento 6.01 approvato giovedì scorso dalla Commissione Affari Sociali della Camera su proposta dei relatori che dispone la proroga al 31 dicembre 2013 del blocco delle azioni esecutive verso gli enti sanitari delle regioni sottoposte a piano di rientro.
 

 
“Si tratta di regioni che vantano ritardi che vanno dai 388 giorni del Lazio ai 951 giorni della Calabria– ha dichiarato Rimondi –, ovvero che rappresentano i peggiori pagatori con il più elevato valore di scoperto. Dopo i provvedimenti penalizzanti adottati quest’anno e dopo il fallimento a oggi delle misure enfaticamente approvate come l’avvio dello sblocco dei debiti della PA, si ha la sfrontatezza di ricorrere ancora una volta a una decisione chiaramente incostituzionale, che per eludere giudizi d’illegittimità viene rinnovata di anno in anno”.
 

 
Assobiomedica da oltre due anni denuncia l’incostituzionalità del blocco dei pignoramenti e ha già inoltrato un esposto alla Commissione Europea per chiedere i necessari interventi. Questo provvedimento, nuocendo gravemente all'industria della salute, rappresenta un grave ostacolo all’innovazione e allo sviluppo economico dell’intero Paese

09 Ottobre 2012

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