Decreto Balduzzi. I dubbi di Cosentino (Pd) e Fitto (Pdl) 

Decreto Balduzzi. I dubbi di Cosentino (Pd) e Fitto (Pdl) 

Decreto Balduzzi. I dubbi di Cosentino (Pd) e Fitto (Pdl) 
Il confronto in occasione della presentazione di alcuni emendamenti al decreto proposti dall'associazione I-Com. Per Cosentino il provvedimento è "un manifesto di buoni propositi". Per Fitto la vera urgenza è la ridefinizione del federalismo e delle sue responsabilità. 

Un confronto fuori dal Palazzo ma con molti rappresentanti politici, quello promosso dall’Istituto per la Competitività e svoltosi oggi a Roma.
Secondo il sen. Lionello Cosentino, “al di là della mera ragione d’urgenza dettata dalla scadenza della normativa sull’intramoenia, nel provvedimento ci sono molte dichiarazioni di principio o norme manifesto”.
 
Per il senatore democratico il decreto Balduzzi non porterà alcuna significativa riforma; in particolare sul tema della responsabilità dei medici “non vedo per quale motivo un medico in servizio in una struttura pubblica o privata accreditata debba rispondere personalmente verso i pazienti mentre un cittadino che subisce un incidente con un mezzo pubblico non chiede il risarcimento all’autista ma all’azienda di trasporto”. Quanto al tema della cure primarie “dubito – ha affermato il senatore Pd – che sia utile fondare il sistema sul rilancio dell’offerta mentre con i pochi soldi a disposizione occorrerebbe legare la spesa ai risultati di salute. Prendiamo le 5-6 patologie principali e indichiamo gli obiettivi su cui investire le risorse che abbiamo. Per fare tutto questo, occorre però rimettere mano al Titolo V della Costituzione rivedendo le competenze regionali sulla sanità”.
 
Sulla stessa lunghezza d’onda il deputato PdL Raffaele Fitto, convinto anche lui che il vero tema sia il federalismo che per sopravvivere alle sue tante degenerazioni dovrebbe basarsi sul principio di responsabilità. “Non possiamo continuare – ha tuonato l’ex governatore della Puglia – con un sistema di riparto della spesa sanitaria affidato alle trattative tra Regioni basate su criteri poco trasparenti, lontane dall’effettivo fabbisogno della popolazione. La stessa logica arbitraria è stata seguita nella spending review dove si è deciso di colpire sempre lo stesso settore perché facilmente individuabile, la farmaceutica, continuando a non considerare i veri sprechi che ad esempio si annidano nella spesa ospedaliera. Posso personalmente testimoniare – ha aggiunto Fitto – quanto possa essere penalizzante, anche dal punto di vista elettorale, chiudere un reparto ospedaliero poco utilizzato”.
 
Sulla questione farmaceutica ha insistito anche Carlo Ciccioli, anch'egli del Pdl. “Bisogna scoraggiare i pirati del farmaco – ha detto il vicepresidente della Commissione affari sociali della Camera – che evitano di pagare i costi necessari a sviluppare nuove molecole sfruttando il lavoro fatto da altri”. A testimonianza della necessità di rivedere il Titolo V della Costituzione il deputato pidiellino ha ricordato “il caso kafkiano del disegno di legge sul ‘governo clinico’ che per più di due anni ha fatto la spola tra Parlamento e Conferenza Stato-Regioni, dove veniva regolarmente stoppato a causa dei veti di poche amministrazioni”.
 
“Il caso Polverini fa riesplodere con forza la crisi del regionalismo e rilancia la sfida di una nuova costituente per ridefinire i poteri dello Stato e delle enti locali.” Cosi ha affermato l’ex assessore alla sanità del Veneto e attuale membro della Commissione d’inchiesta sugli errori in campo sanitario Fabio Gava (gruppo misto), a margine del policy brainstorming promosso da I-Com, commentando il decreto Sanità, che reputa poco innovativo. “Ne è un esempio la riorganizzazione delle cure primarie, già prevista con le UTAP (unità territoriali di assistenza primaria).” Infatti “con le aggregazioni funzionali territoriali stabilite dal Decreto non si prevede nulla di nuovo”.

25 Settembre 2012

© Riproduzione riservata

Aggiornamento Lea. “Invarianza finanziaria tutta da dimostrare”. Il dossier del Servizio Bilancio
Aggiornamento Lea. “Invarianza finanziaria tutta da dimostrare”. Il dossier del Servizio Bilancio

È passato quasi un decennio dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017 che ha ridisegnato i Livelli essenziali di assistenza, il perimetro delle cure che...

Liste d’attesa. Schillaci: “Dove la legge funziona i tempi si riducono. Ma resta il divario tra le Regioni”
Liste d’attesa. Schillaci: “Dove la legge funziona i tempi si riducono. Ma resta il divario tra le Regioni”

Un anno dopo l'entrata in vigore della legge per il contrasto alle lunghe attese, i primi risultati arrivano ma restano disomogenei sul territorio. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ospite...

Decreto Pnrr. Stabilizzazioni per i precari, telemedicina obbligatoria per pazienti oncologici e assunzioni più facili per Oss dall’estero. Gli emendamenti dei relatori
Decreto Pnrr. Stabilizzazioni per i precari, telemedicina obbligatoria per pazienti oncologici e assunzioni più facili per Oss dall’estero. Gli emendamenti dei relatori

Depositati in Commissione Bilancio alla Camera gli emendamenti di relatori e governo al decreto Pnrr. Per la sanità, le proposte di modifica intervengono su tre fronti: il reclutamento del personale...

Arrivano le nuove tariffe per la riabilitazione ospedaliera e lungodegenza: 350 milioni in più dal 2026
Arrivano le nuove tariffe per la riabilitazione ospedaliera e lungodegenza: 350 milioni in più dal 2026

Semaforo verde all’aggiornamento delle tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni di riabilitazione ospedaliera e lungodegenza post acuzie. La Conferenza Stato-Regioni ha espresso parere positivo allo schema di decreto che...