Decreto Balduzzi. Marino (Pd): “La fiducia è un errore”

Decreto Balduzzi. Marino (Pd): “La fiducia è un errore”

Decreto Balduzzi. Marino (Pd): “La fiducia è un errore”
Per il senatore del Pd il provvedimento, così come è, è “invotabile” e "non si comprende la fretta del Ministro, a meno che con il voto di fiducia non si voglia celare la debolezza di un provvedimento-annuncio che sarà reso ancora più ininfluente dai tagli alla sanità nella legge di stabilità".

"Il ministero della Salute si è intestato un record. Per la prima volta nella storia della nostra repubblica parlamentare, una riforma strutturale della sanità sarà approvata con due voti di fiducia. E' un errore gravissimo perché questo provvedimento necessiterebbe di significativi cambiamenti strutturali, così davvero non è votabile”. Ad affermarlo il senatore del Pd, Ignazio Marino, secondo il quale “l'articolo 1, che prevede l'apertura di studi medici h24 sette giorni su sette, è soltanto un annuncio perché è stato finanziato con zero euro, dopo che negli ultimi tre anni sono stati tagliati 21 milioni di euro alla sanità pubblica”.

“Dopo l'approvazione di questa riforma – afferma Marino in una nota -, invito il Ministro a un viaggio in tutte le regioni italiane per verificare davvero, da Cosenza a Trento, dove sia stato possibile realizzare un cambiamento nelle cure primarie. Secondo me, si accorgerà di una cosa soltanto: nonostante gli annunci di ambulatori aperti 24 ore al giorno 365 giorni all'anno, i pronto soccorso saranno ancora l'unica possibilità per le richieste degli italiani che di notte e nel weekend non sapranno dove andare anche per patologie minori come una influenza con la febbre alta o una orticaria”.

Per il senatore del Pd, inoltre, “questo decreto pone una pietra tombale sull'intramoenia: nessun ospedale sarà incentivato a valorizzare il principio di continuità di cura, stimolando il lavoro dei propri medici all'interno della struttura e a farne le spese saranno sempre e solo gli italiani, che vengono gradualmente privati della sanità pubblica”.

“Davvero non si comprende la fretta del Ministro, a meno che – conclude Marino – con il voto di fiducia non si voglia celare la debolezza di un provvedimento che sarà reso ancora più ininfluente dalla legge di stabilità, che toglie altri 600milioni alla sanità per il 2013 e un miliardo nel 2014".

 

24 Ottobre 2012

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