Decreto Balduzzi. Preiti (Cgil): “Su cure primarie un decreto illusionistico”

Decreto Balduzzi. Preiti (Cgil): “Su cure primarie un decreto illusionistico”

Decreto Balduzzi. Preiti (Cgil): “Su cure primarie un decreto illusionistico”
Per il coordinatore della Fp Cgil Medicina convenzionata nel Decreto non c’è nulla che possa favorire la realizzazione dei centri che i cittadini si aspettano di vedere aperti H24. "Il rischio è che i medici siano costretti a fare fronte a nuove conflittualità con i cittadini che non trovano i servizi promessi".

“Ci dispiace, ma non c’è niente di nuovo sulle cure primarie nel decreto Balduzzi. La bolla mediatica, con tanto di fantasiose e accalorate ricostruzioni, si sgonfierà al contatto con la realtà. I cittadini questi centri aperti tutto il giorno, almeno per i prossimi anni, non li vedranno”. Ad affermarlo il coordinatore nazionale della Fp Cgil Medici di medicina convenzionata, Nicola Preiti, commentando l’approvazione da parte del CdM del Decreto Balduzzi.

Secondo Preiti, infatti, “nel Decreto non c’è nulla che possa favorire la realizzazione di questi centri. Anzi si torna perfino indietro rispetto alla convenzione nazionale, relativamente all’adesione dei medici alle aggregazioni monoprofessionali e multiprofessionali. Non c’è un euro di investimento per implementare questo progetto e i tempi sono rinviati al rinnovo delle convenzioni, bloccate per ora fino al 2015, e a futuri accordi regionali. Con buona pace anche per la decretazione d’urgenza”.

E ancora, “non c’è nulla che modifichi ruoli e funzioni dei medici convenzionati, anzi si continua a parlare di integrazione della guardia medica come se fosse una specialità a se stante, mentre chi offre quel servizio è a tutti gli effetti un medico di medicina generale. Neanche il problema del 118 viene affrontato, tenendo in piedi il doppio binario dei medici convenzionati e di quelli dipendenti. Manca poi la ristrutturazione del compenso dei medici, che dovrebbe essere presupposto per consentire la diversa attività e organizzazione professionale dei servizi”.

Secondo Preiti, “insomma, con questo decreto le Regioni hanno le stesse possibilità normative ma con risorse gravemente ridotte. I medici non cambiano il loro profilo e quindi non c’è nessuna garanzia sul fatto che l’assetto assistenziale territoriale si possa modificare. Rimane solo il rischio che tutto si scarichi sui medici, costretti a fare fronte a nuove indefinite incombenze e alla conflittualità di cittadini che non trovano i servizi promessi”.
 
 

07 Settembre 2012

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