Decreto bollette. In arrivo modifiche per rendere meno rigida la stretta sui medici gettonisti

Decreto bollette. In arrivo modifiche per rendere meno rigida la stretta sui medici gettonisti

Decreto bollette. In arrivo modifiche per rendere meno rigida la stretta sui medici gettonisti
Il timore paventato da alcuni parlamentari di maggioranza è che limitando in maniera eccessiva il ricorso alle esternalizzazioni si potrebbero mandare in difficoltà i servizi ospedalieri di altre discipline mediche quali la Radiologia, l’Ostetricia, la Ginecologia, la Pediatria, la Nefrologia e l’Ortopedia. Il rischio, inoltre, sarebbe quello di arrivare a possibili chiusure di interi reparti ospedalieri soprattutto in quelle strutture più piccole e decentrate. Da qui la presentazione di emendamenti per rendere meno difficoltose queste esternalizzazioni

Bene la stretta ai gettonisti, ma non troppo. Potrebbe riassumersi così il pensiero di almeno una parte della maggioranza impegnata in questi giorni a preparare gli emendamenti di quel Decreto Bollette all’esame delle commissioni Finanze e Affari sociali della Camera.

Fonti della maggioranza ci hanno raccontato di alcune proposte di modifica all’articolo 10 con le quali si punterà a rendere meno rigidi quei paletti sul ricorso ai gettonisti voluti dal ministro della Salute, Orazio Schillaci. Innanzitutto, per fronteggiare le carenze di organico si proverà ad aprire all’affidamento a terzi non più i soli servizi medici e infermieristici, come previsto oggi dalla norma, ma anche quelli delle altre professioni sanitarie. In secondo luogo, si punterà a non vincolare questa possibilità ai soli casi di necessità e urgenza e, soprattutto, ad eliminare quella parte dell’articolato che prevede l’utilizzo di gettonisti “in un’unica occasione e senza possibilità di proroga”, aprendo quindi alla possibilità di un loro utilizzo più prolungato nel tempo.

Infine, l’intento è quello di cancellare quella parte di testo che prevede un utilizzo dei gettonisti “esclusivamente nei servizi di emergenza-urgenza ospedalieri (area critica), per un periodo non superiore a dodici mesi”, facendo in modo che si possa ricorrere a questi professionisti anche in altri reparti in difficoltà di organico.

Il timore paventato da alcuni parlamentari di maggioranza è che limitando in maniera eccessiva il ricorso alle esternalizzazioni si potrebbero mandare in difficoltà i servizi ospedalieri di altre discipline mediche quali la Radiologia, l’Ostetricia, la Ginecologia, la Pediatria, la Nefrologia e l’Ortopedia. Il rischio, inoltre, sarebbe quello di arrivare a possibili chiusure di interi reparti ospedalieri soprattutto in quelle strutture più piccole e decentrate.

Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

14 Aprile 2023

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