Decreto dignità. “Estendere il divieto di pubblicità a tutte le forme di gioco online, compresi i social”. Il parere della Affari Sociali

Decreto dignità. “Estendere il divieto di pubblicità a tutte le forme di gioco online, compresi i social”. Il parere della Affari Sociali

Decreto dignità. “Estendere il divieto di pubblicità a tutte le forme di gioco online, compresi i social”. Il parere della Affari Sociali
Nel parere approvato, i deputati della XII Commissione hanno inoltre richiesto, tra le altre cose, di prevedere meccanismi per il contenimento dell'inserimento dei tagli di banconote di misura più alta – come quelli da 500, da 200 e da 100 euro –  in modo da contenere il riciclaggio di denaro "sporco" da parte delle associazioni criminali, e modalità informative idonee a prevenire il disturbo da gioco d'azzardo patologico. IL PARERE

Via libera dalla Commissione Affari Sociali della Camera al Decreto dignità. I deputati della XII Commissione hanno ieri approvato la proposta di parere favorevole, con osservazioni, del relatore Massimo Baroni (M5S).
 
In particolare, sei le osservazioni inserite all'interno del documento approvato:
 
a) sostituire, al Capo III e all'articolo 9, la parola: "ludopatia" con le seguenti: "disturbo da gioco d'azzardo (DGA)";
 
b) specificare che il divieto generale di pubblicità, di cui al comma 1 dell'articolo 9, deve comprendere in maniera inequivocabile anche le diverse forme di gioco d'azzardo on-line, predisponendo a tal fine un'ulteriore specificazione, che includa la totalità dei canali informatici, compresi i social media;
 
c) prevedere, con riferimento al periodo transitorio di cui al comma 5 dell'articolo 9, che i programmi radiotelevisivi che ospitano messaggi pubblicitari relativi al gioco d'azzardo debbano essere preceduti dall'avvertenza che il programma contiene pubblicità che non è adatta alla visione dei minori;
 
d) inserire la previsione di un meccanismo in base al quale gli enti locali possono richiedere direttamente alla Società generale d'informatica (Sogei) i dati concernenti l'ubicazione e gli orari di funzionamento effettivo degli apparecchi per il gioco d'azzardo collegati alla rete telematica nel loro territorio, al fine di valutare l'efficacia di eventuali norme che disciplinano l'orario di funzionamento di tali apparecchi ovvero di monitorarne il rispetto, al fine di una più ampia tutela della salute;
 
e) prevedere meccanismi per il contenimento dell'inserimento dei tagli di banconote di misura più alta – come quelli da 500, da 200 e da 100 euro – nelle apparecchiature note come VLT (Video Lottery Terminal), la cui perdita oraria è tripla rispetto alle AWP (Amusement With Prizes), per il gioco d'azzardo, con la finalità di contenere il riciclaggio di denaro "sporco" da parte delle associazioni criminali che utilizzano il gioco legale per finalità illegali;
 
f) prevedere modalità informative idonee a prevenire il disturbo da gioco d'azzardo patologico. 
 
Quanto al pungo b), ricordiamo che la relazione tecnica al decreto del Servizio studi della Camera segnalava proprio le possibili ripercussioni di un divieto totale di pubblicità esteso anche al gioco on line. "Infatti, per questo comparto la pubblicità e la sponsorizzazione rappresentano l’unico modo per farsi conoscere dai giocatori e per distinguersi dagli operatori illegali, contribuendo così allo spostamento del gioco dal settore illegale a quello legale", si spiegava nella relazione.
 
Giovanni Rodriquez

G.R.

20 Luglio 2018

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