Decreto “Fare”. Tutti gli emendamenti della sanità. Il testo torna però in Commissione

Decreto “Fare”. Tutti gli emendamenti della sanità. Il testo torna però in Commissione

Decreto “Fare”. Tutti gli emendamenti della sanità. Il testo torna però in Commissione
Proroga di un anno dell’assicurazione obbligatoria per i medici, debiti degli enti del Ssn, tempi più celeri per i farmaci antitumorali e anticipo di 150 milioni alla Cri per il 2014. Queste alcune proposte di modifica al Dl “Fare”, da oggi in discussione a Montecitorio, sulla sanità. Gli emendamenti approvati.

Nuovo stop al decreto “Fare”. Dopo la prima giornata di dibattito l’Aula di Montecitorio ha votato nel pomeriggio, su proposta del presidente della Commissione Affari Costituzionali, Francesco Paolo Sisto del Pdl, e co-relatore al provvedimento, il ritorno in Commissione per mancato parere su copertura.
 
Il rinvio è stato approvato dall'assemblea con 226 voti di scarto con i voti di Pdl, Pd e Scelta Civica, contrarie invece le opposizioni M5S, Sel e Fdi.
Il rinvio è legato alla mancato parere in tempo da parte della Ragioneria Generale sulla copertura finanziaria di alcuni emendamenti che erano stati accantonati. Il ritorno in Commissione, come riferito dallo stesso Sisto, sarà comunque breve giusto il tempo per consentire di esaminare gli emendamenti accantonati e non votati in sede referente.
Dopo il voto favorevole alla proposta, la presidente Boldrini ha comunicato che l’esame del decreto riprenderà domani mattina a partire dalle 9,30.
 
Eventuale fiducia su testo Commissione. No a maxiemendamento
Essendo troppi però gli emendamenti che le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio hanno approvato, circa 900, il governo, secondo quanto riferisce il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, sta pensando seriamente di porre la questione di fiducia che però potrebbe essere evitata – ha aggiunto Franceschini, – qualora le proposte di modifica si riducessero. Fiducia comunque "sul testo della commissione e non su un maxiemendamento”.
 

 
 
Il governo dunque sarebbe restio ma considerato che la conversione in legge deve avvenire entro il 20 agosto, non prima di una seconda lettura da parte del Senato e la chiusura del lavori parlamentari fissata per l’8 agosto, i malumori parlamentari potrebbero rientrare e il Colle potrebbe non obiettare.
 
Le modifiche
Tra gli emendamenti approvati e che hanno fatto slittare i tempi di approvazione per i numerosi nodi da sciogliere anche quelli in materia sanitaria. Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi a partire dalla proroga, proposta da un emendamento del governo, che ha stabilito lo slittamento di un anno dell’assicurazione obbligatoria per i medici.
 
Pagamenti debiti PA
Le risorse per il pagamento dei debiti degli enti del Servizio sanitario nazionale, ripartite dal governo Monti in 40 miliardi divisi in due anni, e non richieste dalle regioni entro lo scorso 31 maggio, possono essere assegnate alle regioni che ne hanno fatto richiesta entro il 15 luglio. Si tratta di circa 280 milioni che dovrebbero andare al pagamento dei debiti delle Asl di Piemonte e Puglia.
 
Farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica
L'emendamento proposto dal governo che modifica il decreto Balduzzi, prevede una corsia preferenziale per i farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica (i cosiddetti “salvavita”). L'Aifa – tramite “sedute straordinarie delle competenti commissioni” – avrà massimo 100 giorni per il completamento delle procedure per il loro inserimento nel prontuario a carico del Sistema sanitario nazionale.
 
Liquidità per la Cri
Il Ministero dell'economia e delle finanze mette a disposizione della Croce rossa un anticipo di liquidità per una cifra massima di 150 milioni per il 2014 (Articolo 49-quater). L'anticipo è concesso, previa presentazione da parte della Cri di un piano di pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012.
 
Altri emendamenti infine riguardano misure per favorire la realizzazione del fascicolo sanitario elettronico (Articolo 17); e l’abrogazione di certificati inutili. Su questi due punti in particolar molte sono state sollevate obiezioni  sia dalle regioni, che dalla Commissione Affari Sociali della Camera.

22 Luglio 2013

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