Decreto Rilancio. Ugl Sanità: “Non c’è traccia di stabilizzazione per i lavoratori precari della sanità”

Decreto Rilancio. Ugl Sanità: “Non c’è traccia di stabilizzazione per i lavoratori precari della sanità”

Decreto Rilancio. Ugl Sanità: “Non c’è traccia di stabilizzazione per i lavoratori precari della sanità”
"Non c’è traccia di una strategia per garantire occupazione stabile al personale del Ssn, anzi per la creazione della figura dell’infermiere di famiglia o di comunità, che dovrà essere impiegato per migliorare l’assistenza territoriale nel servizio di diagnosi precoce, si fa ricorso nuovamente a personale precario con forme di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa. Manca poi la defiscalizzazione degli emolumenti per chi ha combattuto il Covid", commenta il segretario nazionale Giuliano.

“Il quadro che emerge per la sanità dal Decreto Rilancio non ci soddisfa. Ci aspettavamo uno sforzo diverso, a più ampio respiro. La speranza era quella di garantire certezze agli operatori per rilanciare il Sistema Sanitario Nazionale dopo che anni di tagli, di blocco del turn-over e di esternalizzazioni lo hanno devastato. Sarebbe stato doveroso inserire anche delle norme che consentissero di gratificare concretamente i lavoratori impegnati nella lotta al Covid-19 con un riconoscimento che andasse oltre alle belle parole spese nei loro confronti”. commenta il Segretario Nazionale della Ugl Sanità Gianluca Giuliano dopo la pubblicazione del Decreto Rilancio nella Gazzetta Ufficiale.
 
"Non c’è traccia di una strategia per garantire occupazione stabile al personale del Ssn – prosegue il sindacalista – anzi per la creazione della figura dell’infermiere di famiglia o di comunità, che dovrà essere impiegato per migliorare l’assistenza territoriale nel servizio di diagnosi precoce, si fa ricorso nuovamente a personale precario con forme di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa dal 15 maggio al 31 dicembre 2020. Ci saranno eventualmente 8 lavoratori non stabilizzati per ogni 50.000 abitanti che immetteranno nel nostro Sistema Sanitario Nazionale 9.600 nuovi precari. Tra le righe leggiamo solo una possibilità di assunzioni a tempo indeterminato, ma a partire dal 1 gennaio 2021”.
 
Manca poi nel Decreto la defiscalizzazione degli emolumenti per coloro che hanno combattuto il Covid-19 in prima linea. “Da settimane – conclude Giuliano – abbiamo chiesto una aliquota unica al 10% per tutti gli stipendi del 2020 a favore dei lavoratori che si sono distinti in questo periodo di emergenza. Sarebbe stato un segnale forte dell’intera nazione per riconoscere il loro grande contributo di professionalità e senso del dovere”.

20 Maggio 2020

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