Decreto Scuola. Gelli (Pd): “Bene Governo su sblocco scuole di specializzazione non mediche”

Decreto Scuola. Gelli (Pd): “Bene Governo su sblocco scuole di specializzazione non mediche”

Decreto Scuola. Gelli (Pd): “Bene Governo su sblocco scuole di specializzazione non mediche”
Così il responsabile sanità del Pd ha commentato il disegno di legge approvato dal Senato. "Con questo decreto si sana  l’assurda situazione in cui si erano venuti a trovare in questi anni migliaia di laureati a cui le Università non potevano più garantire il diritto allo studio e ad una formazione completa. Questa situazione di stallo rendeva quasi impossibile il turn over per molte figure professionali".

“Con il decreto scuola il Governo ha sbloccato le scuole di specializzazione non mediche andando a sanare l’assurda situazione in cui si erano venuti a trovare in questi anni migliaia di laureati a cui le Università non potevano più garantire il diritto allo studio e ad una formazione completa”. Così il responsabile sanità Pd, Federico Gelli, ha commentato l’approvazione del Dl Scuola da parte del Senato.
 
“Quanto alle polemiche sollevate dai rappresentanti dell’Ordine dei farmacisti, è bene ricordare che nel decreto si è deciso di derogare alla legge 401/2000 in attesa di una definizione organica della materia. In questo modo è stato finalmente previsto un percorso per definire la modalità di attribuzione a biologi, chimici, farmacisti, fisici, odontoiatri, psicologi e veterinari dei contratti di formazione che da sempre li vedono esclusi. Al momento – prosegue Gelli – non vi è la disponibilità di ulteriori risorse per finanziare anche per loro borse di studio sulla scorta di quelle già esistenti per le specializzazioni in medicina. Ciononostante il percorso è stato intrapreso, e si dovranno in tal senso trovare per il prossimo futuro soluzioni alternative anche per la formazione specialistica di queste figure professionali che svolgono un ruolo fondamentale per il Ssn”.
 
“Bisogna sempre ricordare che questa situazione di stallo rendeva di fatto quasi impossibile il turn over per tutte queste figure professionali con potenziali ricadute gravissime per il Servizio sanitario nazionale. Era fondamentale intervenire con tempestività”, conclude Gelli.

14 Maggio 2016

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