Delega lavoro (art.22). Sindacati a Lorenzin e Saitta: “No a proposta Regioni su accesso a Ssn per laureati non specialisti. Si trovi soluzione diversa”. E poi ‘tagliando’ a Intesa Palazzo Chigi

Delega lavoro (art.22). Sindacati a Lorenzin e Saitta: “No a proposta Regioni su accesso a Ssn per laureati non specialisti. Si trovi soluzione diversa”. E poi ‘tagliando’ a Intesa Palazzo Chigi

Delega lavoro (art.22). Sindacati a Lorenzin e Saitta: “No a proposta Regioni su accesso a Ssn per laureati non specialisti. Si trovi soluzione diversa”. E poi ‘tagliando’ a Intesa Palazzo Chigi
I sindacati scrivono al Ministro e al coordinatore delle Regioni e in vista dell’incontro di mercoledì si ricompattano anche sul tema dell’accesso al Ssn. “Governo trovi una soluzione per allineare i contratti di formazione al fabbisogno”. Richiesta poi di risposte anche su alcuni punti (rinnovo del contratto, standard di personale, precariato, orario di lavoro) dell’accordo di ‘Palazzo Chigi’. LA LETTERA

Delega al lavoro in sanità. L’intersindacale (Anaao Assomed-Cimo-Aaroi-Emac- Fp Cgil Medici E Dirigenti Ssn- Fvm- Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr)-Cisl Medici- Fesmed- Anpo-Nuova Ascoti-Fials Medici- Uil Medici- Ugl Medici- Cimop- Fimmg- Smi- Intesa Sindacale (Cisl Medici-Fp, Cgil Medici, Simet-Sumai)- Sumai- Fespa- Fimp- Cipe- Simpef- Andi- Assomed-Sivemp- Sbv) in vista dell’incontro previsto per mercoledì e dopo le osservazioni alle proposte regionali scrivono al Ministro della salute, Beatrice Lorenzin e al Coordinatore della Commissione salute delle Regioni, Antonino Saitta e sciolgono la riserva anche sul tema dell’accesso al Ssn che molte polemiche ha creato negli ultimi mesi.
 
I sindacati vogliono arrivare ad un’intesa e segnalano nella lettera “la necessità di arrivare ad una rapida conclusione relativamente ai punti dell’art. 22 sui quali sembra esserci una convergenza sostanziale”.
 
E così hanno deciso all’unanimità di respingere il modello (o soluzione simili) di una nuova figura professionale sanitaria da inquadrare come categoria non dirigenziale e da ammettere in soprannumero alle scuole di specializzazione proposto dalle Regioni e  hanno chesto al Governo che “venga trovata una soluzione per allineare i contratti di formazione al fabbisogno”.
 
Per i sindacati il punto è che la proposta regionale “sia pure con motivazioni non disprezzabili” è difficile da applicare: “Richiede una non facile declaratoria dei livelli di autonomia e di responsabilità professionale, che non possono essere sovrapponibili a quella dei medici specialisti”.
 
Ma non solo Art. 22. Le organizzazioni nella lettera approfittano per richiedere “risposte sui punti dell'accordo del 9 marzo” (Intesa di Palazzo Chigi ndr.). Nello specifico su:
 
– tempi per il rinnovo del CCNL della dipendenza
 
– tempistica e la metodologia per avviare il confronto sulla definizione dello standard di personale
 
– apertura del confronto sui contenuti dell’art.17 della riforma PA, per impedire il proliferare di nuove sacche di precariato e contenere i diffusi fenomeni di esternalizzazione di servizi sanitari
 
– la tempistica dell’applicazione delle norme contenute nella Legge di Stabilità per rispettare la direttiva europea sull’orario di lavoro

06 Giugno 2016

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