Diabete. Ecco il Piano nazionale. Servizi migliori e risparmi per Ssn

Diabete. Ecco il Piano nazionale. Servizi migliori e risparmi per Ssn

Diabete. Ecco il Piano nazionale. Servizi migliori e risparmi per Ssn
All'esame della Stato Regioni l’intesa sul “Piano per la malattia diabetica”. Obiettivo: servizi migliori e più efficienti. Ma non ci saranno nuovi finanziamenti. Anzi, si dovrebbe risparmiare con più prevenzione e maggior coordinamento degli interventi. La spesa per il diabete è oggi di circa 10 miliardi di euro l'anno. Il Piano.

Sbarca in Stato Regioni (giovedì 6 dicembre) l’atteso “Piano per la malattia diabetica”. Un progetto ambizioso dal quale si attende un netto miglioramento dell’assistenza, un incremento della prevenzione ed anche un risparmio strategico delle risorse impiegate, e in crescita, per questa malattia.
 
Attualmente il diabete assorbe infatti il 10-15% dei costi dell’assistenza sanitaria globale, con un onere annuo procapite di 3.348 euro a paziente trattato, per un totale di circa 2.960.000 italiani (dati Istat 2010) affetti dalla malattia, con una spesa complessiva che sfiorerebbe quindi i 10 miliardi di euro l’anno.
Con il Piano Regioni e Governo si impegnerebbero ad una profonda razionalizzazione degli interventi ma anche a un diverso e più incisivo intervento sulla prevenzione della malattia diabetica.
 
Il Piano punta prima di tutto a ridurre l’impatto del diabete, sia come incidenza che prevalenza della malattia, limitando conseguentemente tutte le ripercussioni che essa ha sulla qualità della vita per il malato e la sua famiglia.
Per farlo il Piano si muove su diversi asset. Prevenzione primaria e diagnosi precoce. Su una migliore definizione degli interventi basandosi sui bisogni complessi di salute del cittadino e contribuendo al miglioramento dell’assistenza alle persone con o a rischio diabete. Per farlo si punta a servizi più efficaci ed efficienti in termini di prevenzione e assistenza, a partire da maggiori garanzie di accesso che evitino discriminazioni sociali.
 
Ma serve anche la continuità assistenziale, con una maggiore integrazione tra gli operatori e una maggiore attenzione alle evidenze cliniche per una migliore appropriatezza delle cure. Da tutto ciò, almeno questo è l’auspicio, dovremmo ottenere meno malati, migliore assistenza e risparmi per la sanità e su tutti quei costi indiretti che il diabete provoca.

05 Dicembre 2012

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