Emergenza sanitaria. Cimo a Lorenzin e Fedeli: “Specializzazioni insufficienti. Finanziate 50 all’anno, ne servono 300”

Emergenza sanitaria. Cimo a Lorenzin e Fedeli: “Specializzazioni insufficienti. Finanziate 50 all’anno, ne servono 300”

Emergenza sanitaria. Cimo a Lorenzin e Fedeli: “Specializzazioni insufficienti. Finanziate 50 all’anno, ne servono 300”
“La Conferenza Stato-Regioni aveva stimato la necessità di 300 nuovi contratti di specialità all’anno per l’emergenza sanitaria e, invece, il Governo, a partire dall’anno 2013/2014, ne ha finanziati 50”. È Riccardo Cassi, Presidente Cimo, a fare un bilancio della situazione. Il Sindacato ha scritto ai ministri Lorenzin e Fedeli affinché possano contribuire a migliorare la situazione. LA LETTERA

“La Scuola di Specializzazione in Medicina di Emergenza-Urgenza assume un ruolo fondamentale per costituire un gruppo di professionisti capaci di gestire situazioni complesse in tempi brevi, con elevata competenza professionale. Eppure rispetto alle reali ed emergenti necessità, il numero dei posti di specializzazione previsti nella disciplina è assolutamente insufficiente”.
 
È Riccardo Cassi, Presidente Cimo, a farsi portavoce del problema. Una carenza che il Sindacato del Medici ha messo nero su bianco, in una lettera inviata al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e al ministro dell’Istruzione,Valeria Fedeli.
 
“Nel 2014 – ha continua Cassi – si sono diplomati solo 82 medici specialisti. La Conferenza Stato-Regioni ha stimato un fabbisogno di circa 300 nuovi contratti di specialità all’anno per l’emergenza sanitaria e invece i contratti di formazione per la specializzazione in Medicina d’urgenza finanziati dal Governo, a partire dall’anno 2013/2014, sono solo 50”.

Il Sindacato dei Medici ha spiegato che “la progressiva riduzione delle risorse e la cronica carenza di posti letto hanno reso il ruolo del sistema dell'emergenza urgenza ancora più cruciale nella presa in carico delle persone. Ancora oggi in Italia manca una rete unica per l’emergenza-urgenza e la figura di un medico inquadrato in un ruolo unico e dedicato, a tempo pieno, in tutto il processo clinico-assistenziale che inizia proprio dalla presa in carico del paziente, alla sua gestione, fino al trattamento delle patologie e dei traumi tempo-dipendenti”.
 
“E’ necessario – ha detto Riccardo Cassi – che i ministri Lorenzin e Fedeli, comprendano che il cittadino si rivolge sempre di più al Pronto Soccorso per ottenere una risposta concreta ed immediata ai propri bisogni di salute. E i numeri parlano chiaro: quasi 24 milioni di cittadini all’anno si rivolgono alle 299 strutture di Pronto soccorso”.
 
“Il paziente – ha aggiunto il Presidente Cimo. per cercare un aiuto concreto si rivolge al pronto soccorso e quello che trova sono operatori sanitari, non solo i medici, oberati di lavoro che cercano di far fronte alle criticità gestionali, alla carenza di strutture e di personale”.
 
Cimo quindi chiede che il numero di contratti di specialità sia aumentato almeno secondo quanto definito in sede di Conferenza Stato-Regioni. In attesa del nuovo decreto che definirà la disponibilità totale di fondi ministeriali e il numero di posti per ciascuna specialità medica, Cimo “condivide con il mondo dell’emergenza-urgenza le preoccupazioni del settore. E’ essenziale – ha concluso il Sindacato – che la formazione specialistica del medico di emergenza-urgenza diventi parte integrante del sistema sanitario”.

19 Giugno 2017

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