Farmaceutica. De Vincenti: “L’Italia torni ad essere un Paese dove poter investire”

Farmaceutica. De Vincenti: “L’Italia torni ad essere un Paese dove poter investire”

Farmaceutica. De Vincenti: “L’Italia torni ad essere un Paese dove poter investire”
Stabilizzare le regole e la spesa farmaceutica rispetto al Pil, reinvestire i risparmi ottenuti dai generici sull’innovazione, aumentare l’attrattività verso le imprese. Questi gli obiettivi fissati da Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo economico, in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 ore.

È necessario imprimere una svolta alla politica industriale farmaceutica, e per farlo si dovranno stabilizzare le regole e la spesa rispetto al Pil, oltre che reinvestire sull’innovazione risparmi ottenuti con i farmaci generici. Tutto questo per far sì che le imprese considerino l’Italia un Paese dove poter investire. Questi gli impegni assunti dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 ore, a pochi giorni dall’insediamento del Tavolo sulla politica industriale e sulla regolazione del mercato nel settore farmaceutico che vedrà ben cinque ministeri coinvolti (Sviluppo, Salute, Economia, Ricerca e Affari regionali).

“Vogliamo uscire dal ripetuto ricorso ai tagli di questi anni, per quanto dettati da necessità di finanza pubblica – ha spiegato il sottosegretario – Oggi lo possiamo fare perché la politica di risanamento ci ha consentito di uscire dalla procedura di infrazione europea”. Proprio questi tagli sono stati messi sotto accusa da De Vincenti, in quanto hanno “in parte compromesso uno degli aspetti qualificanti della riforma del 2007 che prevedeva di premiare l'innovazione lasciando nel circuito della farmaceutica i risparmi realizzati grazie ai farmaci generici. Così non è stato. Dobbiamo riavvolgere il nastro e ripartire da lì”.

Sottolineata a più riprese la necessità di “stabilità delle regole”, più volte richiesta anche da Farmindustria come condizione necessaria per il rilancio del settore. Infine, andrà “sostenuta l'attività regolatoria dell'Aifa – ha detto De Vincenti – rafforzandone l'autonomia tecnica e sostenendo regole omogenee a livello nazionale. Le Regioni dovranno adeguarsi a quelle regole, con tutto il rispetto per il federalismo”. Stop dunque ai “21 mercati del farmaco”, per passare a un “unico mercato nazionale”.

11 Luglio 2013

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